Una petizione con 560 firme contro il taglio di due querce

19 Giugno 2018

Appello al Comune dei cittadini di via delle Fornaci e di alcune associazioni  Chiedono di rivedere il progetto e ipotizzano l’istituzione del senso unico 

PESCARA. In pochissimi giorni hanno raccolto quasi 560 firme. E ieri mattina, dopo un sit in di protesta in strada, hanno raggiunto prima il Comune e poi la Regione, nella speranza di riuscire ad incontrare il vice sindaco Antonio Blasioli per consegnargli la petizione con le firme e chiedere di «non abbattere le due querce secolari» di via delle Fornaci che rischiano di sparire nell’ambito del progetto di ampliamento della carreggiata. A contestare la scelta di Palazzo di città sono i residenti della zona che possono contare sull’appoggio di Italia Nostra, con Gabriele Costantini, dell’Archeoclub, con Giulio De Collibus, del Forum H2o con Loredana Di Paola e dell’associazione Conalpa, con Alberto Colazilli e Monica D’Aurelio, che ieri hanno spiegato le ragioni di questa battaglia.
Tutti sperano in un «ripensamento» del Comune e in una «maggiore apertura al dialogo», tenuto conto che le due querce rappresentano «uno dei pochi angoli di macchia mediterranea ancora presenti in città». Una prima risposta l’avevano già ottenuta dal sindaco Marco Alessandrini che ha parlato della possibilità di salvare una delle due querce, e ieri Blasioli ha confermato che sarà seguita questa strada. Ma non sembrano esserci i margini per evitare il taglio dell’altro albero. Non appare ipotizzabile, quindi, la «variante» in cui sperano i cittadini per salvare entrambe le querce.
Per i residenti e per tutti coloro che hanno firmato la petizione, primo tra tutti Davide Migliarini, non si dovrebbe procedere all’abbattimento «fino al raggiungimento di una maggiore chiarezza sulla sistemazione definitiva della strada» e andrebbe valutato «l’interesse pubblico e dei residenti».
Chi sta portando avanti questa battaglia confida nelle soluzioni trovate in passato per situazioni simili. Italia nostra ricorda, ad esempio, il salvataggio di due «bellissime querce» in via Passo della Portella, la strada che collega via Arapietra e via Rigopiano (lì è stato istituito il senso unico alternato). E anche in via delle Fornaci, dicono, si potrebbe pensare «alla istituzione del senso unico con la realizzazione di un marciapiedi, che manca». Oppure, aggiungono, «si potrebbe annullare il progetto come è stato fatto in via del Santuario 15 anni fa, quando era stata programmata l’eliminazione delle piante su un lato della strada per sistemarle su uno spartitraffico centrale». Conalpa commenta che «in una città inquinata non è possibile che si continui ad abbattere alberi» senza tenere conto della «grande capacità di assorbimento dello smog. Quando si arriva a 42 gradi e non ci sono alberi si finisce in ospedale. Le piante contribuiscono ad abbattere la temperatura ma qui si abbattono per allargare la strada su un tratto di soli venti metri, un pezzo di via delle Fornaci». Per i rappresentanti del Conalpa «non sono stati messi sul piatto della bilancia i pro e i contro dell’intervento». Una «amministrazione virtuosa» dovrebbe trattare con «i guanti bianchi» questi luoghi. E andrebbe consultato, per l’Archeoclub, «il comitato con i tecnici indicati dalle associazioni, mai istituito. Questo comitato dovrebbe far parte di una consulta che, a sua volta, non è mai nata. Non vogliono coinvolgere i cittadini: è evidente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA