Una sentenza della Cassazione può rimettere Ballone in libertà L’ex banda Battestini è in carcere per due inchieste fotocopia sul traffico internazionale di droga Ma le date degli arresti generano un cavillo giudiziario: potrebbe scattare la decorrenza dei termini

PESCARA. Nella sua cella del carcere San Donato, Massimo Ballone passa il tempo a leggere romanzi: abbandona i suoi libri soltanto durante i pasti e in occasione delle udienze in collegamento video...
PESCARA. Nella sua cella del carcere San Donato, Massimo Ballone passa il tempo a leggere romanzi: abbandona i suoi libri soltanto durante i pasti e in occasione delle udienze in collegamento video con il tribunale di Reggio Calabria. Nell’ultima udienza, la Procura ha chiesto per Ballone una condanna a vent’anni di carcere. Invece lui, arrestato per presunti affari di droga con i clan della ’ndrangheta e accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, conta i giorni: il bandito romantico di 63 anni potrebbe tornare libero. Le 12 pagine di una sentenza della Corte di Cassazione sono come vento di speranza per Ballone: «Il ricorso è fondato», dice la sentenza firmata da Patrizia Piccialli, presidente della quarta sezione penale della Cassazione. E adesso, con la spinta della Cassazione dalla sua parte, a decidere sulla libertà o sulla detenzione di Ballone – un curriculum criminale da ex Banda Battestini in cui spiccano rapine, assalti ai portavalori e tre evasioni dal carcere – sarà il tribunale di Reggio Calabria.
Un cavillo giudiziario e Ballone, dopo oltre un anno passato in carcere, potrebbe tornare a casa per decorrenza dei termini: bandito redento e poi ancora bandito, Ballone è detenuto per due inchieste fotocopia, la prima è della Dda di Napoli con l’arresto scattato il 16 novembre 2022 insieme ad altre 27 persone mentre la seconda è della Dda di Reggio Calabria e ha portato a un altro arresto il 3 maggio 2023 con altri 107 indagati. Secondo l’accusa, la stessa ricorrente sia nell’inchiesta di Napoli che in quella di Reggio Calabria, Ballone a Pescara avrebbe «detenuto, trasportato e venduto» almeno quasi venti chili di cocaina tra il 2020 e il 2022 aggirando anche le restrizioni del lockdown: un volume di traffico stimato in circa 400mila euro, più altre due cessioni «a un prezzo non accertato». L’accusa si poggia sulle intercettazioni delle chat criptate: i messaggi di Ballone inviati sulla piattaforma Sky-Ecc a Giuseppe Mammoliti di Bovalino, considerato uno dei capi della ’ndrangheta, sono finiti nelle mani di finanzieri, poliziotti e carabinieri e hanno svelato un’attività redditizia, così dicono le carte dell’indagine: 5 chili di cocaina piazzati a 147mila euro; tre chili a 112mila; due a 62.500.
Ma l’incrocio delle date degli arresti genera quel cavillo che adesso potrebbe spalancare le porte del San Donato all’ex banda Battestini, la banda che imperversò nel centro Italia a cavallo tra anni Ottanta e Novanta. Gli avvocati di Ballone, Carlo Di Mascio e Alessandro Buccieri, ne sono certi: con l’unione dei due casi giudiziari di Napoli e Reggio Calabria, i termini della custodia cautelare si calcolano a partire dal primo arresto, cioè il 16 novembre 2022. E se la custodia in carcere è prevista al massimo per un anno, allora i termini sono già scaduti da un pezzo. E su questa linea c’è anche il sostituto procuratore generale Luca Tampieri: «La distinzione tra i capi di imputazione appare frutto di una contraddittoria e illogica motivazione», recita il parere mandato in Cassazione, «poiché in buona sostanza si esclude la desumibilità di tali condotte unicamente sulla base del dato temporale, senza tenere conto che le due ordinanze sono comunque afferenti una unica associazione e che la individuazione dei singoli reati fine risente necessariamente di una scelta valutativa del pubblico ministero; trattasi comunque di condotte desumibili unicamente dalle medesime fonti di prova (ossia la piattaforma Sky-Ecc) e quindi appare erroneo escludere la loro desumibilità fin dalla emissione della prima ordinanza, quando il materiale utilizzato per tutte le contestazioni è il medesimo». Ed ecco che la Cassazione annulla una precedente pronuncia del tribunale calabrese e chiede un «nuovo esame» sulle cosiddette contestazioni a catena: la decisione sulla libertà di Ballone potrebbe arrivare nelle prossime settimane.

