Urbanistica, approvata la legge Via libera a edilizia e imprese

Era attesa da quasi 40 anni. Per il centrodestra aiuterà l’economia a ripartire dopo l’epidemia Per le opposizioni invece è una mega sanatoria. Il M5S annuncia che si rivolgerà alla procura
L’AQUILA. Passano in consiglio regionale le modifiche alla legge urbanistica. Al termine di una seduta fiume, l’aula ha approvato, con il voto contrario di centrosinistra e Cinque Stelle, il progetto di legge che introduce una serie di modifiche e integrazioni alla precedente normativa, in particolare la legge 18 del 1983 e, in parte, la legge 11 del 1999. La maggioranza esulta per aver portato a casa un provvedimento che aggiorna un testo vecchio di quasi 40 anni e che introduce, sotto forma di misure straordinarie temporanee di semplificazione, delle norme che dovrebbero avere un effetto leva sulla ripresa dell’economia regionale piegata dalla pandemia Covid. Critica, invece, l’opposizione, che è riuscita a far votare solo alcuni delle decine di emendamenti presentati. «Una sveltina che non risponde all’esigenza di una vera e propria riforma» dice il Pd, mentre i Cinque Stelle annunciano già azioni e ricorsi legali.
Malgrado non fosse all’ordine del giorno, nella seduta di ieri ha tenuto banco anche la proposta di legge presentata dalla Lega per modificare lo statuto regionale e introdurre la figura di un secondo sottosegretario alla presidenza.
I PUNTI CHIAVE. Tra i punti salienti del testo votato ieri ci sono le nuove procedure di approvazione dei piani particolareggiati di iniziativa pubblica, dei piani attuativi e dei piani di lottizzazione. Per quanto riguarda i piani particolareggiati, con la nuova normativa verranno approvati direttamente dalle giunte comunali (quindi non più dai consigli) e saranno tagliati anche i passaggi delle controdeduzioni che oggi vengono presentate da associazioni e istituzioni interessate.
Per quanto riguarda i piani attuativi, la legge modifica il ruolo delle province. Queste ultime non dovranno più approvarli, ma solo effettuare entro 30 giorni una verifica di conformità con la pianificazione territoriale provinciale. Tempi più celeri anche per i piani di lottizzazione: i Comuni dovranno assumere i relativi provvedimenti entro 30 giorni. Passato questo termine, i soggetti richiedenti potranno inoltrare, in caso di mancata risposta, un atto di diffida ai Comuni, inviando una copia alla Regione, che in caso di ulteriore inadempienza da parte delle amministrazioni, nominare un commissario ad acta.
NUOVE PROCEDURE. Uno dei punti più importanti della legge, sul quale, alla vigilia, si erano appuntate diverse critiche da parte delle opposizioni, è l’articolo 6, quello che cambia la procedura della Vas, la valutazione ambientale strategica. In sostanza, con le modifiche introdotte, quest’ultima camminerà parallelamente alle procedure urbanistiche e non dovrà più essere effettuata anteriormente alla loro approvazione, come disponeva il vecchio dettato normativo.
Inizialmente, la proposta di legge del centrodestra prevedeva anche che l’integrazione tra Vas e pianificazione urbanistica fosse rimessa a un provvedimento della giunta regionale ma un emendamento presentato dal centrosinistra, accolto anche dalla maggioranza, ha vincolato questo passaggio a una deliberazione del consiglio.
VARIAZIONE DEI PRG. La nuova legge specifica una dozzina di casi di modificazioni ai piani regolatori vigenti che non dovranno più essere considerate delle vere e proprie varianti, in quanto non introducono nuovi carichi urbanistici o previsioni di nuovi insediamenti e non comprendono variazioni di cubatura. È il comma 2 dell’articolo 5, forse quello maggiormente osteggiato dalle opposizioni.
LE DESTINAZIONI D’USO. Altri punti salienti sono l’articolo 13 e l’articolo 15, che introducono delle deroghe pensate soprattutto per le attività produttive, al fine di dar loro più strumenti per far fronte all’emergenza Covid.
L’articolo 13 dà ai Comuni la possibilità di concedere nuove occupazioni di suolo pubblico e anche di aree verdi, per il posizionamento di opere rimovibili (pensiline, pergolati, gazebo, dehor) e l'allestimento di spazi attrezzati per il consumo di bevande e alimenti, per non più di due anni. Secondo le opposizioni si tratta di una norma inutile perché già prevista dal Decreto Rilancio. L’articolo 15, invece, prevede che si possano utilizzare immobili sia pubblici che privati per usi non consentiti dalla legge per un massimo di due anni, rimettendo ai Comuni, dopo questo lasso di tempo, la possibilità di prendere atto dell’uso diverso che ne è stato fatto. La ratio della norma è quella di favorire il rilancio di iniziative economiche, sociali e culturali, ma per il centrosinistra si tratta di un «assurdo giuridico. La valutazione degli impatti urbanistici non viene più fatta a monte ma si riconosce uno stato di fatto».
POST SISMA. Tra gli emendamenti approvati ieri, ce ne sono due che riguardano la ricostruzione dei territori colpiti dai terremoti 2009 e 2016/17. Uno, presentato da Americo di Benedetto, associa l’istruttoria svolta dagli Uffici speciali a quella di competenza del Genio Civile. L’altro, a firma di Roberto Santangelo, dà ai Comuni la possibilità di «ricomprendere in aree edificabili i lotti interessati da strutture e manufatti temporanei (le cosiddette “casette”, ndc)». Una norma, quest’ultima, molto contestata da Pierpaolo Pietrucci (Pd), che ha parlato di una «sanatoria surrettizia». «VADO IN PROCURA». Tra gli interventi più duri contro la nuova legge urbanistica c’è stato quello di Domenico Pettinari (M5S), che ha annunciato azioni legali. L'esponente pentastellato ha parlato anche di «atteggiamento riprovevole» della maggioranza, rea di aver cassato quasi tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni.
DUE SOTTOSEGRETARI. Nella seduta di ieri si è parlato anche del disegno di legge presentato dalla Lega per modificare lo statuto regionale e introdurre la figura di un secondo sottosegretario alla presidenza. «l pensiero fisso della maggioranza è sempre rivolto all’aumento del numero delle poltrone», ha tuonato la capogruppo M5S Sara Marcozzi. A stretto giro è arrivata la replica del coordinatore regionale del Carroccio, Luigi D'Eramo: «La proposta della Lega non comporta l'aumento di un solo centesimo a carico dei cittadini ma ha il fine di migliorare i rapporti con i territori e con gli amministratori».

