Urbanistica, dopo 40 anni approvata la nuova legge

22 Novembre 2023

Stop agli emendamenti dell’opposizione che in aula porta una ghigliottina

L’AQUILA. La nuova legge urbanistica regionale passa a maggioranza. In appena un’ora vengono approvati 108 articoli e 17 emendamenti chiamati in aula, uno dopo l’altro, dal presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, con i tempi e i ritmi frenetici di una catena di montaggio.
Il via libera alla norma che dopo 40 anni cambia e rivoluziona le regole urbanistiche in Abruzzo, e che sulla carta dà lo stop alla cementificazione, si trasforma così in una prova di forza elettorale di FdI, FI e Lega verso Pd, M5S e il resto dell’opposizione che risponde con un gesto simbolico: una ghigliottina che il vicepresidente del Consiglio, Domenico Pettinari, ieri più combattivo che mai, poggia sul suo banco, per sottolineare la bocciatura di tutte le proposte di emendare la legge presentate dalla minoranza.
GLI INTERVENTI.
Il Consiglio entra nel vivo quando prende la parola l’assessore Nicola Campitelli per dire che la sua legge urbanistica è nata «dall’ascolto», che è stata «scritta insieme» e che «non punta più alla quantità ma alla qualità». Ma il primo a controbattere le sue affermazioni è il consigliere pentastellato Giorgio Fedele, spalleggiato dal capogruppo Francesco Taglieri: «La norma non ha recepito tutte le istanze», afferma facendo l’esempio «degli Ordini degli architetti di Pescara, l’Aquila e Teramo».
Poi smonta il caposaldo su cui la legge si fonda, quello del «consumo a saldo zero del suolo (da centrare entro il 2050, ndr)». Entra più nel dettaglio Antonio Blasioli: «Mancano gli indirizzi per i Piani urbanistici comunali», esordisce il consigliere del Pd, «e mancano le norme edilizie e le strategie per le emergenze locali come lo spopolamento e il dissesto».
Di contro «restano gli aumenti di volumetrie che possono arrivare all’85%», sottolinea Blasioli che fa un riferimento mirato al cosiddetto “fronte mare”, cioè alle città costiere, e conclude con una ulteriore osservazione: «La legge», afferma, «istituzionalizza i cambi di destinazione d’uso». Nel batti e ribatti che precede il voto interviene poi Massimo Verrecchia che, mantenendosi sul generico, afferma: «Questo governo regionale porta avanti una nuova visione in materia urbanistica, fatta di semplificazioni normative e di progetti all’avanguardia. Una riforma che occorreva da ben 40 anni», sottolinea il capogruppo di Fratelli d’Italia, «e con orgoglio possiamo dire che a fine legislatura riusciamo a portare a termine un altro obiettivo che ci eravamo posti», quindi elargisce ai politici e ai tecnici che hanno lavorato alla nuova norma. Ma non la pensano allo stesso modo i consiglieri aquilani di opposizione Americo Di Benedetto e Pierpaolo Pietrucci. Il primo, infatti, rimanda la palla dall’altra a parte affermando, tra l’altro, che «mancano i riferimenti alla ricostruzione e alle aree degli interventi. È una legge che non innova. Ci sono voluti 40 anni per farla ma ne occorrono altri 40 per capirla».
E il secondo ribadisce il mancato ascolto delle richieste avanzate dagli architetti: «La sicurezza, il contrasto allo spopolamento delle aree interne, i temi ambientali», tanto per fare alcuni esempi.
SCATTA LA TAGLIOLA.
A questa prima fase di schermaglia segue una lunga pausa durante la quale la maggioranza di centrodestra compie l’affondo applicando la cosiddetta ghigliottina o tagliola, di fatti inaugurata nella passata nella passata legislatura, e cancella in blocco tutti gli emendamenti della minoranza, ritenendoli meramente ostruzionistici. Ne salva solo un paio (di Di Benedetto e Blasioli) che però fa propri per non concedere nulla all’opposizione.
La partita di fatto finisce qui perché, dalla riapertura dei lavori in aula, che avviene alle 16,37, fino al voto dell’ultimo articolo della norma, il numero 108, passa poco più di un’ora. E tutto si consuma in tempi record con quel ritmo tambureggiante di cui si parlava all’inizio. Un applauso segna la fine di questa prima parte del voto che precede un’altra serie di interventi e repliche da entrambi i fronti.
CHE DICE MARSILIO.
Il primo a tirare le somme non è il governatore ma Manuele Marcovecchio, presidente della Commissione Territorio che, dopo aver incassato gli elogi anche dall’opposizione per il modo con cui ha condotto la lunga fare istruttoria della legge, afferma che «gli emendamenti e la discussione ne hanno migliorato gli obiettivi del consumo zero del suolo, la rigenerazione urbana e lo sviluppo ordinato delle zone rurali». Ma il consigliere di Forza Italia precisa che «è solo un punto di partenza perché le decisioni finali spettano ai Comuni».
Sono questi infatti che dovranno approvare i cosiddetti Puc, per i quali peraltro la norma prevede finanziamenti risicati di 350mila euro. Così gli interventi successivi sono sul filo del caustico, a partire dalle parole di Blasioli («È un grande giorno per voi ma non per gli abruzzesi»). E a seguire Sandro Mariani e ancora Fedele. C’è anche il tempo per assistere a un botta e risposta in aula fra Sara Marcozzi, Mariani e Pettinari (che nulla però ha a che fare con l’urbanistica), e si arriva prima al turno bis di Campitelli («È una norma che non ci è costata migliaia di euro di parcelle a professionisti», esclama l’assessore) e infine al presidente della giunta, Marco Marsilio.
«Fino ad oggi il settore in Abruzzo era regolato da una legge dell’83, un’era geologica fa, una legge assolutamente inadeguata ai bisogni contemporanei e all’urbanistica moderna. Oggi», sostiene Marsilio, «abbiamo una nuova legge che affronta i temi attuali. Si passa dalla espansione edilizia alla riconversione, alla rigenerazione urbana, zero consumo di suolo, attenzione estremo alla difesa dell’ambiente, all’equilibrio e soprattutto, alla qualità architettonica».
Un secondo applauso neanche tanto fragoroso e che naturalmente arriva da una sola ala del Consiglio, accompagna il voto finale. Ma non finisce qui.
VITA INDIPENDENTE.
Il Consiglio regionale approva anche il progetto di legge “Partecipazione della Regione Abruzzo al Premio Giuseppe Zilli per il giornalismo”, ovvero 30mila euro per Fano Adriano. Ma allo stesso testo vengono agganciati altri provvedimenti tra cui spicca l’incremento della dotazione finanziaria per i progetti di Vita indipendente che dai 700mila euro iniziale passa a 4.486.273 euro. E poi: un contributo straordinario di 30mila euro all'Istituto superiore di Scienze religiose “Fides et Ratio” dell'Aquila; altri 30mila euro al Comune di Goriano Sicoli: 64mila euro all'Ente per la protezione e l'assistenza dei sordi; 21mila euro per la realizzazione dell'elisuperficie ad Oricola e infine 100mila per le imprese radiofoniche abruzzesi.
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