«Urbanistica, ora regole più snelle»

2 Ottobre 2020

Campitelli: «La riforma della Regione aiuterà le imprese». I dubbi dell’opposizione

L’AQUILA. «Non è la revisione della legge 18 del 1983 ma è un piccolo tassello per arrivarci». Così l’assessore regionale all’Urbanistica Nicola Campitelli (Lega) commenta il provvedimento approvato martedì dal centrodestra in consiglio regionale, la legge 135, che riforma, in parte, la precedente normativa in materia (appunto la 18 del 1983 e la 11 del 1999).
«È un testo che fa ordine, mette chiarezza, semplifica le procedure, detta tempi certi, tende a sburocratizzare», osserva Campitelli. «Tutto questo nel rispetto delle norme di salvaguardia. È una legge che nasce soprattutto per aiutare le imprese e il tessuto economico, in difficoltà non solo per la pandemia ma anche per la burocrazia. Siamo stati eletti dagli abruzzesi per governare e governare significa fare scelte coraggiose e far seguire alle parole i fatti».
LE NOVITÀ Tra le novità introdotte dal provvedimento, sottolinea il centrodestra, che ieri ha tenuto sull’argomento una conferenza stampa a Pescara, c’è «l’introduzione di modalità semplificate per l’approvazione dei piani attuativi conformi ai piani regolatori tramite un atto di competenza della giunta comunale. In attuazione del Testo Unico sull’Edilizia viene inoltre derubricata la possibilità per i Comuni, all’interno di piani attuativi o di ambito con previsioni planivolumetriche oggetto di convenzionamento unitario, di prevedere limiti di densità edilizia, altezza e distanza dei fabbricati in deroga a quelli previsti dal Decreto ministeriale 1444/68 (la legge che detta i limiti e le regole in materia urbanistica in Italia ndc) purché finalizzati alla riqualificazione e recupero urbani, al fine di dare concretezza e agevolare, mediante la rigenerazione urbana, la ripresa economica». Sono, inoltre, stati stigmatizzati i casi che non comportano variante urbanistica, «la cui approvazione viene demandata ai Consigli comunali e viene prevista l’integrazione delle procedure di Vas (Valutazione ambientale strategica) e pianificazione al fine di comprimere i tempi del procedimento di approvazione dei piani urbanistici. Infine, allo scopo di valorizzare e riqualificare il patrimonio edilizio pubblico esistente, si è deciso che le amministrazioni pubbliche potranno procedere al cambio di destinazione d’uso avvalendosi delle disposizioni della legge regionale 49/12, a sua volta parzialmente modificata con la previsione di ulteriori premialità volumetriche volte a incentivare, nel caso di ristrutturazione, l’efficientamento energetico degli edifici già esistenti».
COVID La legge introduce anche alcune misure temporanee di semplificazione pensate per rilanciare l’economia regionale piegata dalla pandemia Covid. «Si tratta», spiega il centrodestra, «dell’installazione, sulle aree private, di manufatti leggeri, quali pensiline, pergolati, gazebo, dehors o altre strutture rimovibili, a servizio di attività commerciali, di ristorazione, ricettive, sportive e ricreative. Sono state introdotte anche disposizioni che consentono alle attività economiche, sociali, culturali, sportive e ricreative esistenti di reperire maggiori spazi tramite l’utilizzo temporaneo di immobili privati, o parti di essi, per usi diversi da quelli previsti dal vigente strumento urbanistico».
«ANCORA TROPPI DUBBI» «Grazie a un vero placcaggio di tutto il centrosinistra, siamo riusciti a evitare alcuni degli aspetti più dubbi e sconcertanti della disciplina proposta» commentano i consiglieri di opposizione Silvio Paolucci, Antonio Blasioli, Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto, Sandro Mariani e Marianna Scoccia. «Portiamo a casa la soluzione ad alcune criticità, ma restano tanti dubbi sia sull’impianto che sulle finalità, che non siamo ancora in grado di cogliere, vista l’esigenza di una disciplina ampia e condivisa con Inu, categorie, territori e addetti ai lavori, di cui ad oggi non esiste nulla di concreto».
FORUM H2O «Si rischia il far west urbanistico»m tuona il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua. «Non appena sarà pubblicata sul Bura, scriveremo al Governo affinché proceda ad impugnare la nuova legge, portandola davanti alla Corte Costituzionale, così come accaduto altre volte».