«Va bene la Fater ma tanti chiudono»

SPOLTORE. «Siamo contenti che la Fater abbia autonomamente scelto Spoltore, purtroppo però sono decine le attività che invece hanno chiuso i battenti». Così, Marina Febo, candidata alla poltrona di...
SPOLTORE. «Siamo contenti che la Fater abbia autonomamente scelto Spoltore, purtroppo però sono decine le attività che invece hanno chiuso i battenti». Così, Marina Febo, candidata alla poltrona di sindaco per i gruppi civici rilancia il confronto all’indomani della Tribuna del Centro. «La Fater ha scelto di venire a Spoltore e di questo siamo assolutamente felici», afferma Febo che spiega la sua posizione sulla questione della multinazionale che ha deciso di spostare i suoi uffici amministrativi in via Pescarina. «Sebbene il Comune di Spoltore non abbia fatto altro che ordinaria amministrazione, rilasciando un parere di conformità urbanistica, la scelta dei vertici dell’azienda ci rende orgogliosi», continua Febo, «d’altra parte, alla Fater va attribuito il merito della lungimiranza e dell’impegno verso il nostro territorio, avendo anche realizzato una pista ciclabile sulla sponda del fiume di fronte Santa Teresa, nel territorio di Pescara».
Resta la preoccupazione per il gran numero di attività che invece stanno abbandonando il territorio di Spoltore. «Dal 2014 al primo trimestre del 2017, il saldo totale di attività aperte e chiuse è di ben 43 attività chiuse sul territorio di Spoltore», afferma Febo che parla di «grave segnale di decadimento di un territorio che si sta pian piano spegnendo». Il dato più preoccupante è stata la chiusura della Banca a Spoltore Capoluogo dove il Comune ha la Tesoreria. «Ha chiuso i battenti senza che l’amministrazione sia intervenuta per impedire un colpo mortale alla comunità spoltorese». Per Febo, l’eredità di questo ventennio Pd è ancora più pesante. «Mancano all’appello 16 anni di Ici/Imu non pagati, per un totale di 10 ettari di terreno presso la Motorizzazione; mancano 2.5 milioni per un contenzioso avviato sotto amministrazione Di Lorito con due società del territorio per il pagamento di Ici/Imu, bloccando in sostanza quelle somme che potevano servire per la collettività; mancano 304 mila euro dalla società che ha creato la centrale idroelettrica a Santa Teresa sul fiume Pescara, alla quale per lungo tempo il Comune non ha richiesto queste somme.

