Va in aula dopo 16 anni la legge per eliminare barriere architettoniche

9 Dicembre 2023

Taglia il traguardo una lunga battaglia sui diritti negati Martedì il voto, riguarda Regione, Province e 305 Comuni

L’AQUILA. Barriere architettoniche: la proposta di legge del Movimento 5 Stelle, firmata dal capogruppo in Regione, Francesco Taglieri, arriva finalmente in Consiglio regionale, martedì prossimo, per essere votata subito dopo la legge di riordino della rete ospedaliera.
È la fine di una lunga battaglia condotta dallo stesso Taglieri e dal vicepresidente del Consiglio, Domenico Pettinari, e partita da una forte campagna di sensibilizzazione del segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri e soprattutto dell’ex consigliera regionale Antonella Bosco, avvocato di Chieti, e il presidente dell’associazione Carrozzine Determinate, Claudio Ferrante, che nella Cgil si occupa di diritti dei disabili. Ma è anche una battaglia che parte da lontano perché la norma sull’eliminazione delle barriere architettoniche rimasta inapplicata venne approvata, su proposta dell’avvocato Bosco, 16 anni fa.
La legge-Taglieri introduce ora una modifica che può sbloccare quella legge, la numero 1 del 2008, dimenticata per troppi anni in un cassetto della Regione, prevedendo la costituzione di un Registro regionale telematico con i Piani di eliminazione delle barriere architettoniche (il Peba) compilati dai Comuni, le Province e gli enti pubblici in genere.
«È una soluzione facilmente percorribile che dovrebbe porre fine alle disparità tra cittadini», affermava Taglieri qualche mese fa rivolgendosi alla maggioranza di centrodestra e al presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri. Più che un appello era un richiamo al rispetto di diritti civili negati. Che è stato ascoltato.
La modifica di legge prevede che la Regione, per ciò che riguarda gli edifici di propria competenza, adotti un piano efficace di eliminazione delle barriere architettoniche e, nella sua funzione di raccordo tra enti, intervenga sulle amministrazioni comunali e provinciali per capire quali tra queste siano indietro sull’abbattimento delle barriere e perché.
«Il progetto di legge», spiegava Taglieri, «consente alla Regione di individuare le amministrazioni inadempienti, risolvendo una criticità che la norma del 2008 non è riuscita a colmare.
Una volta chiarita la situazione nei 305 Comuni e nelle quattro Province, la Regione potrà gestire le risorse a favore delle amministrazioni virtuose». La proposta infatti prevede, come già dovrebbe accadere con la legge del 2008, che la mancata redazione dei Piani di eliminazione delle barriere sia motivo di limitazioni all’accesso ai contributi regionali. E stabilisce i dati che ciascuna amministrazione locale deve indicare nel registro regionale: l’atto amministrativo di adozione del Piano, il cronoprogramma degli interventi, la data di aggiornamento, l’ammontare delle risorse stanziate e un’informativa, con cadenza annuale, da parte dell’assessore regionale ai Lavori pubblici alla Commissione consiliare competente, con l’elenco delle amministrazioni adempienti e la pubblicazione di queste ultime nel registro della Regione.
Non sarà una lista di buoni e cattivi, sindaci o presidenti di Province, ma un modo pratico per far rispettare i diritti di migliaia di abruzzesi non solo con disabilità fisica, sensoriale, cognitiva, ma anche anziani, bambini, mamme con passeggini e fasce deboli di popolazione, come le persone in sovrappeso o in convalescenza. Chiunque, nella vita, può ritrovarsi davanti una barriera architettonica.(l.c.)
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