Vaccinati i primi 65 sanitari: «Pescaresi, fatelo anche voi»

Le dosi distribuite in ospedale. Il manager Ciamponi: «E’ una giornata storica»
PESCARA. «Ero ansiosa ed emozionata, ma bisogna superare la paura. Vaccinarsi è un dovere, una responsabilità verso noi stessi, i malati, le nostre famiglie. Tutti dovremmo farlo, solo così possiamo coltivare la speranza di uscirne. Ma oggi, dopo mesi a contatto con morte e sofferenza, cominciamo a vedere i primi spiragli di luce».
IL PRIMO VACCINO. Alle 13,10 di ieri mattina nella sala conferenze da 500 posti a sedere all'interno del presidio ospedaliero di via Fonte Romana, Maria Luisa Buonagiunto, 47 anni, pescarese di origini napoletane, coordinatrice infermieristica del Covid hospital, è stata la prima a ricevere la dose vaccinale nel corso di quella che il manager Asl Vincenzo Ciamponi ha definito «una giornata storica perché segna l'inizio della fine di un incubo». Dopo la giornata simbolica del 27 dicembre, ieri, anche a Pescara come nel resto della regione, la partenza ufficiale delle vaccinazioni anti Covid a 65 tra medici, infermieri e operatori socio sanitari che hanno atteso pazientemente il loro turno già dalle 11,30, orario inizialmente previsto per dare il via all'iniziativa che ha coinvolto prevalentemente il personale del Covid hospital. Oggi, domenica, le somministrazioni proseguiranno. Saranno 90 le dosi da distribuire, già da lunedì si andrà a pieno regime, con circa 300 vaccinazioni al giorno utilizzando le 2mila dosi settimanali che arriveranno di volta in volta.
SARANNO 6MILA Complessivamente sono oltre 6mila gli operatori sanitari, compresi quelli delle strutture private, residenze assistite, case di riposo, medici ambulatoriali e specializzati, attualmente iscritti alla somministrazione (che andrà avanti ancora per un mese) attraverso la piattaforma che dal 15 gennaio sarà aperta a tutti, prioritariamente alle categorie più a rischio. Due le postazioni allestite nell'aula magna dell’ospedale, 15 organici (in fase di potenziamento) impiegati tra medici, infermieri e farmacisti, coordinati, oltre che da Ciamponi, dal direttore sanitario Antonio Caponetti, dal primario della Farmacia ospedaliera Alberto Costantini con la caposala Maria Concetta Salci; Luisa Morretti per l'équipe infermieristica e Adelina Stella, referente per l'unità di Igiene, Epidemiologia e Sanità; Rossano Di Luzio, a capo dell'unità operativa complessa Organizzazione e Cure territoriali che si sta occupando del coordinamento dell'intera operazione riguardante sia i test di massa sia i vaccini anti Covid e Maria Assunta Ceccagnoli, presidente dell'Ordine dei medici. Presente anche Domenico Candelli, comandante dei Nas Pescara. Ogni candidato, entrato e uscito da ingressi diversificati, ha dovuto seguire una rigida trafila burocratica prima e dopo l'inoculazione: dal consenso informato alla registrazione con il rilascio di un attestato a conferma della vaccinazione effettuata. Prima di andare via, ognuno di loro ha dovuto attendere mezz'ora, per verificare eventuali effetti collaterali della dose somministrata, seduto in sala con una data oraria che scorreva su maxischermo a segnare il countdown dell'intervento. Chi si è vaccinato ieri dovrà sottoporsi ad una somministrazione di richiamo tra 22 giorni. L'atmosfera nell'aula magna, con i preparativi avviati dopo le 11, era carica di attesa e tensione: a presidiare la sicurezza inflessibili guardie giurate della società Aquila e il personale della Digos.
IL VACCINO SCORTATO La mattinata è iniziata con i controlli delle forze dell'ordine nelle aree circostanti il presidio ospedaliero: circolava voce, subito rientrata, di eventuali disordini provocati da no vax. I 395 flaconi di vaccino (ognuna delle quali da scomporre per ricavare fino a 6 dosi), a disposizione della Asl di Pescara, sono stati custoditi in un luogo segreto con due congelatori (uno di scorta in caso di malfunzionamento dell'altro) a meno 75 gradi. Le fiale contenute in una borsa frigo di colore viola sono arrivate a destinazione alle 12,37, prelevate 9 minuti prima dal dottor Costantini giunto in aula magna scortato dai carabinieri.
OPERATORI IN FILA I vertici sanitari hanno riferito che ieri sono state utilizzate 6 fiale, scongelate il giorno precedente, rielaborate con l'aggiunta di speciali soluzioni fisiologiche e scomposte in 36 dosi da 0,3 millilitri somministrate con siringhe di precisione. Gli operatori sanitari si sono mesi in fila, distanziati e protetti da mascherine, e uno alla volta hanno raggiunto le salette mediche allestite per l'occasione nella sala conferenze dell'ospedale e nelle postazioni. In una di queste, la dottoressa Graziella Soldato, dell'unità di Igiene che ha raccontato i difficili mesi trascorsi in trincea fino alla preparazione dell'evento epocale di ieri: «Abbiamo curato la sicurezza in maniera maniacale». Di sollievo e speranza, il suo stato d'animo: «La paura del contagio c'è sempre, ma da oggi il Covid possiamo batterlo». Tra i giovani infermieri in attesa della vaccinazione c'erano Simone Straccialini, pescarese, laureato il 25 novembre e reclutato dal Covid hospital neppure un mese dopo, il 19 dicembre, e Aline Fanti, di origine brasiliana: «Siamo in ansia, ma il vaccino, che dovrebbe essere obbligatorio, è l'unica arma che abbiamo per proteggerci dal virus».

