Vaccinati in aumento: è l’effetto Green pass

Brucchi: «La paura di perdere stipendio e lavoro supera quella verso le dosi» Il balzo in avanti è stato immediato: da 1.600 a oltre 5mila somministrazioni
PESCARA. In Abruzzo per passare dai 1.610 vaccinati di domenica 12 settembre ai 5.338 di venerdì 17 basta poco se la paura di perdere lo stipendio e il lavoro supera tutti i timori verso il vaccino contro il Covid. L’effetto Green pass è stato immediato. Subito dopo l’annuncio del nuovo decreto che ne estende l’obbligo a tutto i lavoratori, del pubblico e del privato, gli hub hanno cominciato a riempirsi di nuovo. E la campagna vaccinale ha fatto segnare uno scatto in avanti dopo un periodo di calma piatta con le vele afflosciate. Ma l’impresa è ancora da completare perché sono ancora 303.091 gli abruzzesi senza alcuna dose, su una platea di oltre un milione e 200mila vaccinabili.
Dati alla mano, gli immunizzati con entrambe le dosi, che quindi hanno diritto al certificato verde, sono 857.142, pari a oltre il 70 per cento del totale. Ad attendere il richiamo ci sono invece 79.023 cittadini, cioè il 4.3 per cento. Ne resta però un 25 per cento da convincere, in pratica un abruzzese su quattro. E il Green pass, con le conseguenze pesanti previste per chi non ce l’avrà entro il 15 ottobre, sta velocemente riducendo le file dei no vax. Anche di una parte dei più incalliti. Lo conferma al Centro il referente regionale per la vaccinazione, Maurizio Brucchi, che non nasconde il suo ottimismo.
Dottor Brucchi, c’è un effetto Green pass sulle vaccinazioni in Abruzzo?
«Sì, c’è ed è sostanziale. Per risponderle mi basta farle un esempio: nel solo hub di Teramo questa mattina (ieri per chi legge, ndr) sono state somministrate 120 nuove dosi in poche ore. E parlo di prime dosi. Gli stessi numeri si sono registrati nei centri vaccinali delle altre Asl della Regione. Peraltro non occorre nemmeno più prenotarsi. Tutto è diventato più facile e veloce. Si viene al centro vaccinale e ci si vaccina».
Ma perché, secondo lei, si registra questo aumento repentino sul numero di vaccinazioni. In altre parole perché il Green pass fa cambiare idea anche ai no vax?
«Ritengo che nella fascia di quelle 300mila persone, che in Abruzzo non si sono ancora vaccinate, ci sia una grossa fetta di indecisi composta da cittadini non contrari ideologicamente al vaccino ma semplicemente spaventati. Ma l’aver reso obbligatorio il Green pass nelle aziende e negli enti pubblici sta cancellando questi timori, perché il rischio principale diventa quello di perdere lo stipendio e il lavoro. Anche chi era titubante si vaccina».
Esistono in Abruzzo, secondo lei, sacche di resistenza difficili da convincere?
«Ritengo che adesso ci siano solo percentuali di no vax ridotte per ogni categoria, non ce n’è una in particolare. I numeri si sono notevolmente ridotti rispetto a qualche tempo fa quando si assisteva a fette più ampie, per esempio, di insegnanti o di operatori sanitari contrari alla vaccinazione. Quote di persone che prima non si vaccinavano adesso stanno iniziando a farlo. Vuol dire che era solo paura».
La preoccupa però il fatto che nel giro di pochi giorni, dall’inizio dell’anno scolastico, si siano registrati già 100 casi di studenti contagiati, come ha documentato ieri il Centro?
«No, non mi preoccupa perché sappiamo bene che il virus continua a circolare ma non c’è pericolo per la malattia, o meglio delle sue forme gravi. Quindi l’unico rischio che rimane è quello che ci potrebbero essere diverse classi che torneranno a fare la didattica a distanza».
Da esperto che coordina da mesi la campagna vaccinale che cosa avrebbe aggiunto all’ultimo decreto che estende praticamente a tutto l’obbligo del Green pass?
«Nulla in più se non il fatto radicale che questo vaccino alla fine debba diventare obbligatorio. E questo avverrà come per tante altre vaccinazioni che in passato, rese obbligatorie, hanno poi debellato la malattia».
Da domani si partirà con le terze dosi: le Asl stanno già chiamando i diretti interessati, i fragili e le categorie particolarmente a rischio, oppure provvederanno solo nelle prossime ore?
«No, no, stiamo già chiamando i cittadini interessati in modo che da domani partano subito le terze dosi di vaccinazioni in tutto l’Abruzzo. La maggior parte si farà negli hub degli ospedali. E i dializzati saranno i primi ad essere vaccinati, anche perché facilmente reperibili, poi andremo avanti con le altre categorie a rischio».
Ma da domani si innescherà di fatto un doppio binario: la vaccinazione di una fetta notevole di abruzzesi, le circa 300mila persone che chiamiamo genericamente no vax, a cui si abbineranno le terze dosi per i fragili. Ci saranno problemi? Si prevedono tempi più lunghi?
«Assolutamente no, perché nel secondo caso, essendo a chiamata, è una vaccinazione controllata. E soprattutto perché ci siamo organizzati bene verso queste categorie che hanno priorità rispetto a tutte le altre. Concludo con questa rassicurazione: i numeri che si registrano in questo momento ci permettono di affrontare con serenità anche una doppia corsia di vaccinazione».

