Vaccinazioni in città: domani apre l’ex stazione di Porta Nuova

10 Novembre 2021

La sede sarà operativa dal lunedì al venerdì. I sanitari Asl somministrano terze dosi e antinfluenzale Da oggi al via le prenotazioni sul portale Poste per gli over 60 e per chi ha fatto l’ultima dose 6 mesi fa

PESCARA. Riapre domani il centro vaccinale nell'ex stazione di Porta Nuova. E da oggi ripartono le prenotazioni sul portale di Poste prenotazioni.vaccinicovid.gov.it. La sede rimarrà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 19. Sabato e domenica, i giorni di chiusura.
Nella struttura, già utilizzata nelle prime fasi dell'emergenza sia per lo screening dei tamponi sia per le somministrazioni anti Covid, saranno infuse le terze dosi anti Covid, con soli vaccini Moderna, a coloro che hanno superato i 60 anni di età e che hanno effettuato l'ultima dose (o l'unica trattandosi di Johnson) da almeno sei mesi. Moderna sarà somministrato come terza dose a tutta l’utenza, indipendentemente se è stata effettuata la prima dose vaccinale con Pfizer, AstraZeneca e Johnson&Johnson.
La Asl annuncia che sono 40mila i vaccini Moderna a disposizione delle tre sedi vaccinali attualmente operative, Outlet di Città Sant'Angelo, Penne e Scafa. Dall’inizio dell’emergenza sono state 250mila le prime dosi somministrate in tutti gli hub, pari all’88% della popolazione vaccinabile, al di sopra dei 12 anni. Le seconde dosi sono 227.500 pari all’80% della popolazione. Rimangono scoperti ancora 33mila utenti che devono ricevere la dose, in tutta la provincia.
Tutte le sedi rimarranno operative sino alla fine dello stato di emergenza sanitaria nazionale attualmente fissato al 31 dicembre, con possibilità di proroga a nuovo anno.
E da domani le forniture di Moderna, predisposte dalla Asl di Pescara con il coordinamento territoriale della campagna vaccinale affidato a Rossano Di Luzio, saranno riservate anche a coloro che riceveranno l’inoculazione a Porta Nuova.
Inoltre, saranno infusi anche i vaccini contro l’influenza. Chi ne farà richiesta potrà effettuare contemporaneamente (su un braccio e sull’altro) il dosaggio antinfluenzale e anti Covid. Chi deciderà di non fare la doppia vaccinazione dovrà attendere dalle 2 alle 4 settimane per eseguire l’altra. Il parcheggio è assicurato: agli utenti il Comune metterà a disposizione 400 posti auto negli spazi sottostanti il centro commerciale Il Molino.
Ma intanto scatta anche la richiesta dei medici di base, aderenti allo Smi (Sindacato medici di famiglia) che auspicano il «ritorno negli hub vaccinali per supportare il lavoro dei sanitari Asl e accelerare i tempi delle vaccinazioni».
Il ripristino di una sede di somministrazione a Pescara, dopo la chiusura del Palafiere di via Tirino lo scorso 30 settembre, è stato fortemente voluto dal sindaco Carlo Masci che si è battuto per la riapertura di un centro in città ritenendo troppo delocalizzato quello aperto dalla Asl all’Outlet di Città Sant’Angelo.
Nei locali del nuovo centro vaccinale di via Arnaldo da Brescia (di fronte viale Vittoria Colonna) a Pescara saranno predisposte 4 linee medicali con 12 operatori (medici, infermieri e amministrativi).
La vigilanza, la sorveglianza e l’accoglienza saranno curate dalla polizia municipale guidata da Danilo Palestini, dalla Croce Rossa e dalle associazioni di Protezione civile, coordinate dall’assessore Eugenio Seccia. Oggi proseguono i preparativi in vista dell’apertura della sede, prevista per domani, salvo ritardi tecnici dell’ultima ora. Intanto Silvio Basile, responsabile del Sindacato dei medici di base ( impegnati anche nella immunizzazione delle persone con patologie respiratorie) avanza la richiesta alla Asl «di avere uno spazio dedicato a Porta Nuova» e alla Regione chiede che sia predisposto «un maggiore coordinamento tra i nostri compiti e quelli degli operatori sanitari» allo scopo di «evitare il più possibile i disagi ai pazienti, nel passato portati nei centri vaccinali con ambulanze e carrozzelle». Il medico sindacalista denuncia che persino gli incroci informatici, talvolta, «rendono difficoltosa la comprensione di chi si è vaccinato e chi no».