Vaccini, arrivate altre 9mila dosi Il ministero chiarisce tutti i dubbi

31 Dicembre 2020

Il 2021 comincia con la sfida finale al Covid. L’assessore Verì: «Dal 2 gennaio 25mila somministrazioni» Ma occorre innanzitutto sapere che solo dopo il primo richiamo si diventa immuni per quasi un anno

Il 2021 inizia con le vaccinazioni anti-Covid. Il 2 gennaio, in Abruzzo, saranno disponibili complessivamente 25mila dosi, di cui 9.360 già recapitate ieri dalla Pfizer. Lo ha annunciato l'assessore alla salute, Nicolettà Verì, spiegando che «si partirà dal personale sanitario ospedaliero, per poi passare ai distretti sanitari di base e alle strutture per anziani».
Una campagna massiccia, che proseguirà anche nei prossimi mesi, con l'obiettivo di vaccinare il maggior numero di persone e frenare la corsa del virus. Di seguito le faq del ministero della Salute e dell'Agenzia italiana del farmaco che sciolgono i dubbi sulla somministrazione e sulla sicurezza del vaccino.
È previsto il rilascio
di un certificato internazionale di vaccinazione?
Sarà rilasciata una normale certificazione di avvenuta vaccinazione. Istituzioni internazionali quali la Commissione Europea e l’Oms stanno valutando una proposta di certificato internazionale digitale.
Quante dosi servono
per essere immunizzati?
Al momento, sono previste due dosi a distanza di qualche settimana in base al tipo di vaccino.
I vaccini sono sicuri?
Sì. I vaccini vengono autorizzati solo dopo un’attenta valutazione del profilo di sicurezza in base agli studi effettuati nella fase di sperimentazione. In ogni caso il profilo di sicurezza verrà continuamente monitorato anche dopo l’autorizzazione.
Sarà obbligatorio vaccinarsi?
Al momento non è intenzione del Governo disporre l'obbligatorietà della vaccinazione. Nel corso della campagna sarà valutato il tasso di adesione dei cittadini.
I bambini potranno
essere vaccinati?
Comirnaty (Pfizer/Bionthec), il primo vaccino approvato da Ema (European Medicines Agency), non è attualmente raccomandato per chi ha età inferiore a 16 anni. L’Agenzia europea, così come le altre agenzie internazionali, attendono ulteriori studi per poter autorizzare la vaccinazione sulla popolazione pediatrica.
Le persone con malattie
croniche, diabete
tumori, malattie cardiovascolari possono vaccinarsi?
Sono proprio queste le persone più a rischio di una evoluzione grave in caso di contagio da Sars-CoV-2, proprio a loro, quindi, si darà priorità nell’invito alla vaccinazione.
Le donne in gravidanza
o che stanno allattando
possono vaccinarsi?
I dati sull’uso del vaccino durante la gravidanza sono tuttora molto limitati, tuttavia studi di laboratorio su modelli animali non hanno mostrato effetti dannosi in gravidanza. Il vaccino non è controindicato e non esclude le donne in gravidanza dalla vaccinazione.
Le persone che hanno
già avuto il Covid
potranno essere vaccinate?
Sì, chi ha avuto il coronavirus potrà essere vaccinato. Quanto costa vaccinarsi?
Il vaccino è gratuito per tutti.
È possibile vaccinarsi
privatamente a pagamento?
No, i vaccini disponibili attualmente saranno utilizzati soltanto nei presidi definiti dal Piano vaccini e non saranno disponibili nelle farmacie o nel mercato privato. È altamente sconsigliato cercare di procurarsi il vaccino per vie alternative o su internet. Questi canali non danno nessuna garanzia sulla qualità del prodotto, che potrebbe essere, oltre che inefficace, pericoloso per la salute.
Le persone che hanno fatto
la vaccinazione anti-influenzale da poco tempo possono
vaccinarsi contro il Covid-19?
Non vi sono ancora dati sull’interferenza tra vaccinazione anti Covid-19 e altre vaccinazioni, tuttavia la natura del vaccino Covid-19 mRna Bnt162b2 (Comirnaty) suggerisce che sia improbabile che interferisca con altri vaccini. Comunque il distanziamento di un paio di settimane può essere una misura precauzionale. Chi sviluppa una reazione
alla somministrazione
a chi può comunicarlo?
La segnalazione di una qualsiasi reazione alla somministrazione del vaccino può essere fatta al proprio medico di famiglia o alla Asl di appartenenza. Inoltre, chiunque può segnalare in prima persona una reazione avversa da vaccino utilizzando i moduli pubblicati sul sito Aifa: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Chi esegue la prima dose
con il vaccino Covid-19 mRna Bnt162b2 (Comirnaty)
può fare la seconda
con un altro vaccino
anti Covid-19, se disponibile?
Non ci sono ancora dati sulla intercambiabilità tra diversi vaccini, per cui chi si sottopone alla vaccinazione alla prima dose con il vaccino Covid-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty), continuerà a utilizzare il medesimo vaccino anche per la seconda dose.
Quali reazioni avverse
sono state osservate?
Le reazioni avverse osservate più frequentemente (più di 1 persona su 10) nello studio sul vaccino mRna Bnt162b2 (Comirnaty) sono stati in genere di entità lieve o moderata e si sono risolte entro pochi giorni dalla vaccinazione. Tra queste figuravano dolore e gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, dolore ai muscoli e alle articolazioni, brividi e febbre.
La protezione è efficace
subito dopo l’iniezione?
No, l’efficacia è stata dimostrata dopo una settimana dalla seconda dose.
Quanto dura la protezione
indotta dal vaccino?
La durata della protezione non è ancora definita con certezza perché il periodo di osservazione è stato necessariamente di pochi mesi, ma le conoscenze sugli altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi.
La vaccinazione consente
di tornare alla vita di prima?
Anche se l’efficacia del vaccino è molto alta (oltre il 90%) vi sarà sempre una porzione di vaccinati che non svilupperà la difesa immunitaria, inoltre, ancora non sappiamo in maniera definitiva se la vaccinazione impedisce solo la manifestazione della malattia o anche il trasmettersi dell’infezione. Ecco perché essere vaccinati non conferisce un “certificato di libertà” ma occorre continuare ad adottare comportamenti corretti e misure di contenimento del rischio di infezione.
Infdine quali documenti
sono richiesti
per effettuare la vaccinazione?
Un documento di identità valido e la tessera sanitaria. Può essere utile avere con sé anche l’eventuale documentazione sanitaria che possa aiutare il medico vaccinatore a valutare lo stato fisico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA