Vaccini, c’è l’accordo con i medici

10 Marzo 2021

La firma ieri sera, ora si spera nell’accelerazione. La statistica: un abruzzese su 10 ha ricevuto la dose

I medici di base potranno vaccinare nei propri studi, al domicilio dei pazienti o nei punti di vaccinazione territoriale che saranno allestiti dalle Asl nel rispetto dei protocolli sanitari di sicurezza per operatori e pazienti. Nella serata di ieri è stato trovato l’accordo tra la Regione e i sindacati dei medici di medicina generale Fimmg, Snami e Smi che segna l’avvio della collaborazione per la campagna vaccinale anti Covid-19.
Tutto questo nel giorno in cui in Abruzzo si è raggiunto un primo traguardo: le dosi, infatti, sono state somministrate ad un cittadino su dieci.
L’INTESA. Il documento è stato sottoscritto dall’assessore alla Salute Nicoletta Verì, dal segretario regionale della Fimmg Franco Pagano, dello Smi Pierino Picciani e dello Snami Nicola Grimaldi. L’adesione alla campagna vaccinale dei medici di assistenza primaria (medici di famiglia), di continuità assistenziale (guardia medica), dell’emergenza sanitaria territoriale e dei medici iscritti al corso di formazione specifica in medicina generale, avviene su base volontaria e nei prossimi giorni ciascuna Asl provvederà ad acquisire le disponibilità.
LE REGOLE. Se i medici di assistenza primaria potranno vaccinare nei propri studi, al domicilio dei pazienti o nei punti di vaccinazione territoriale che saranno allestiti dalle Asl nel rispetto dei protocolli sanitari di sicurezza per operatori e pazienti, solo in queste strutture potranno invece operare i medici di continuità assistenziale, di emergenza sanitaria territoriale e i medici specializzandi.
IL PROGRAMMA. Oltre alla calendarizzazione delle operazioni, sarà assicurata la fornitura delle dosi di vaccino necessarie a consentire il numero di inoculazioni periodicamente programmate presso gli studi dei medici di assistenza primaria, e il numero di somministrazioni programmate che il medico di potrà effettuare nei punti territoriali.
Il medico di base collaborerà anche ad integrare gli elenchi degli assistiti che hanno manifestato l’interesse alla vaccinazione attraverso la piattaforma regionale e fornirà loro tutte le informazioni necessarie, oltre ad assisterli nella compilazione preventiva del consenso informato. Si occuperà, per di più, della sorveglianza sui vaccinati, segnalando tempestivamente eventuali reazioni avverse.
L’ACCELERAZIONE. Soddisfatto l’assessore Verì: «È un passo fondamentale», sottolinea, «che imprimerà un’accelerazione alla campagna vaccinale nella nostra regione, migliorando l’organizzazione e garantendo quell’assistenza sanitaria di prossimità che diventa centrale in un momento di emergenza come quello che stiamo vivendo».
VACCINI. Ieri intanto sono arrivate nuove dosi di vaccino Pfizer, destinate agli operatori sanitari e agli over 80. Ma non sono mancati problemi a causa del maltempo e della neve, che ha creato disagi alla circolazione. Ieri mattina anche il camion che trasportava i vaccini è rimasto bloccato in autostrada, provocando ritardi sulla consegna.
SOMMINISTRAZIONI. Intanto l’Abruzzo proprio ieri ha superato le 120mila somministrazioni. Un cittadino su dieci è stato vaccinato.
Nello specifico su 147.500 dosi consegnate, ne sono state somministrate 122.396, ossia l’83%. Ancora una volta l’Abruzzo si conferma sopra la media nazionale, che è del 79,7%, e fa meglio di Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto. Le donne abruzzesi hanno ricevuto più somministrazioni degli uomini (74.913/47.483). Dall’analisi per fasce d’età, secondo il report del ministero della salute sono appaiate per numero di inoculazioni quelle tra 80-89 anni (26.048) e dai 50-59 anni (25.673). Seguono i quarantenni, in particolare la fascia tra 40-49 anni (20.216), quella tra 60-69 anni (16.921) e tra 30-39 anni (15.050). Restano più staccate le fasce tra 20-29 anni (8.058), gli ultranovantenni (7.685), tra 70-79 anni (2.661)e quella dei giovanissimi tra 16-19 anni (84). Passando in rassegna le categorie, infine, c’è una netta prevalenza per gli operatori sanitari e sociosanitari (52.542) a cui seguono gli ultraottantenni (28.965).