Vaccini contro l’influenza Si comincia dal 10 ottobre

Dosi per 337mila abruzzesi: chi ha diritto alla somministrazione gratuita
PESCARA. Vaccinazione antinfluenzale, si parte giovedì 10 ottobre.
La data di avvio della campagna di prevenzione 2024-2025 è unica in tutta la regione, con la sola eccezione della città di Pescara dove, per via della festa del patrono, San Cetteo, i centri vaccinali somministreranno le dosi dal giorno successivo, venerdì 11 ottobre. L’Areacom, il braccio operativo della Regione Abruzzo in materia di grandi appalti, ha acquistato dalle aziende farmaceutiche Astrazeneca, Sanofi e Seqirus, vincitrici di una gara d’appalto da 4.795.150 euro, 337.100 dosi di antinfluenzale, di cui 12.800 sotto forma di spray adatte per la profilassi del virus nei bambini.
Tutte le altre sono in fiala, e quindi comportano un’iniezione intramuscolare. L'organizzazione della campagna di prevenzione è gestita dalle singole Aziende sanitarie locali, alcune delle quali, come quelle di Teramo e Pescara, hanno confermato ieri al Centro, l’avvio della distribuzione delle unità di vaccino ai medici di medicina generale e alle farmacie sia pubbliche che private a partire da lunedì prossimo, 7 ottobre.
Lo stesso giorno è però prevista una riunione operativa al Dipartimento regionale Sanità con i manager delle quattro Asl, per mettere a punto gli ultimi dettagli della campagna vaccinale. L’obiettivo dell’assessore regionale, Nicoletta Verì, è quello di cancellare i risultati alquanto deludenti dello scorso anno, puntando a raggiungere la copertura vaccinale del 60 per cento degli ultra 65enni.
Ma non sarà facile. Così come dev’essere ancora definito il coinvolgimento delle farmacie.
LE FARMACIE
DA COINVOLGERE
La premessa da fare è che, lo scorso anno, la diffidenza diffusa verso la vaccinazione anti-Covid ha rallentato anche la prevenzione contro l’influenza. E a risentirne maggiormente sono state proprio le farmacie. A tal proposito riportiamo una dichiarazione dell’aquilano Venanzio Gizzi, Presidente onorario di Assofarm e Presidente dell’Unione Europea delle Farmacie Sociali: «In questa fase di preparazione per la somministrazione delle vaccinazioni antinfluenzali ed anti-Covid», esordisce Gizzi, «è necessario lavorare affinché le farmacie pubbliche e private migliorino i propri livelli distributivi rispetto alla campagna dello scorso anno per valorizzare nel migliore dei modi il prezioso servizio di vicinato e garantire il servizio di vaccinazione soprattutto a coloro che soffrono di malattie croniche, agli anziani e alle categorie più deboli della popolazione. Sono certo che da oggi fino alla data del 10 ottobre prevista per l'inizio della campagna vaccinale», conclude il rappresentante delle farmacie pubbliche, «si possano trovare le migliori collaborazioni con la Regione, le Aziende sanitarie locali e i medici di medicina generale affinché le farmacie operino nelle migliori condizioni possibili».
Le richieste di dosi di vaccino risultano essere le seguenti: Asl 1 Avezzano – Sulmona – L’Aquila 78.300; Asl Lanciano – Vasto - Chieti 99.000; Asl 3 Pescara 82.800 e Asl 4 Teramo 77.000.
PER CHI è GRATUITA
E CONSIGLIATA
La vaccinazione antinfluenzale è particolarmente raccomandata ed effettuata gratuitamente quando ricorrono i seguenti casi. Persone di età pari o superiore a 60 anni, donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in qualsiasi trimestre della gravidanza e nel periodo “postpartum”, persone dai 7 anni ai 60 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza come malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio e dell’apparato cardio-circolatorio; diabete mellito e altre malattie metaboliche, inclusi gli obesi; insufficienza renale/surrenale cronica; malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie; tumori e in corso di trattamento chemioterapico; malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da Hiv; malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali; patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici; patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad esempio malattie neuromuscolari); epatopatie croniche.
E ancora: bambini sani nella fascia di età 6 mesi - 6 anni compresi, bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale; persone di qualunque età ricoverate presso strutture per lungodegenti; familiari e contatti (adulti e bambini) di persone ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che la persona a rischio sia stato o meno vaccinata). Infine persone addette a servizi pubblici di primario interesse collettivo come medici e personale sanitario/socio sanitario, forze di polizia, Vigili del fuoco e infine donatori di sangue.
COME SI VIENE
CONTAGIATI
L'influenza è trasmessa principalmente dalle goccioline diffuse attraverso la tosse o gli starnuti e può anche essere trasmessa attraverso il contatto diretto o indiretto con le secrezioni respiratorie contaminate. Il periodo di incubazione è solitamente di due giorni, ma può variare da uno a quattro giorni. Gli adulti possono essere in grado di diffondere l'influenza ad altri da un giorno prima dell'inizio dei sintomi a circa cinque-sette giorni dopo. I bambini e le persone con un sistema immunitario indebolito possono essere più contagiosi e diffondere il virus per più giorni.
LA CIRCOLARE
DEL MINISTERO
«L’influenza rappresenta sia un serio problema di Sanità pubblica», scrive Francesco Vaia, direttore generale del Ministero della Salute, nella circolare inviata alle Regione che raccomanda anche la vaccinazione anti-Covid 19, «sia una rilevante fonte di costi diretti e indiretti per la gestione dei casi e delle complicanze della malattia e l’attuazione delle misure di controllo ed è tra le poche malattie infettive che di fatto ogni individuo sperimenta più volte nel corso della propria esistenza indipendentemente dallo stile di vita, dall’età e dal luogo in cui vive».
«Le epidemie», continua Vaia, «possono provocare alti livelli di assenteismo in ambito scolastico e lavorativo e perdite di produttività. Gli accessi al Pronto soccorso e i ricoveri per influenza possono aumentare durante i picchi della malattia. Le persone anziane, i bambini più piccoli, le donne in gravidanza e le persone con malattie croniche sono maggiormente soggetti a forme gravi, ma tutta la popolazione può sviluppare gravi complicanze, tra cui polmonite, miocardite ed encefalite, che possono portare al decesso».
«Il tasso di mortalità complessivo stimato legato all’influenza», infine si sottolinea nella circolare ministeriale, «è di 13,8 decessi ogni 100.000 persone ogni anno. Pertanto, si rende necessario intensificare i programmi di vaccinazione e le misure di prevenzione, proteggendo in particolare la salute dei gruppi di popolazione più a rischio attraverso la vaccinazione contro l'influenza stagionale».

