Vaccini contro le varianti Per i fragili via a ottobre

20 Agosto 2022

Il Regno Unito ha già approvato il primo siero, l’Europa lo farà a inizio settembre E sarà somministrato insieme all’anti-influenzale a tutti gli ultrasessantenni

L’attesa è (quasi) finita: stanno arrivando anche in Italia e in Abruzzo i vaccini aggiornati per combattere la variante Omicron del Coronavirus. Il Regno Unito ha già approvato il primo, cioè il siero aggiornato di Moderna, mentre l’Europa – tramite l’agenzia del farmaco Ema – darà il suo via libera a inizio a settembre sia per questo che per quello di Pfizer. Poi a ottobre, si partirà con le somministrazioni sul territorio alle persone più a rischio.
Si tratta di vaccini bivalenti, in grado quindi di contrastare appieno sia il ceppo originario del Covid – quello “di Wuhan” – sia la sua versione estremamente mutata e contagiosa della variante Omicron, che dalla fine del 2021 sta dilagando nel mondo grazie alla sua capacità di eludere le difese anticorpali. L’obiettivo delle autorità sanitarie è di riuscire non solo a ridurre la possibilità di andare incontro a complicanze gravi in caso di contagio – finalità ancora garantita anche dalla versione del vaccino non aggiornata che si utilizza oggi – ma anche a fermare con maggiore efficacia la trasmissione del virus e quindi il contagio.
Seppure la sua curva appaia in discesa ovunque, la sottovariante Omicron 5 sta infatti ancora producendo tanti casi, anche in Abruzzo. Mentre si teme una nuova impennata con il ritorno dell’autunno e il possibile arrivo della nuova sottovariante Omicron Ba.2.75, forse meno aggressiva ma ancora più trasmissibile. E sui grandi numeri dei contagi, i ricoveri ospedalieri e i decessi delle fasce più fragili della popolazione rischiano di essere numerosi ancora a lungo. Ed è quindi proprio dalle fasce più a rischio che si partirà nella somministrazione dei sieri aggiornati. Magari insieme al vaccino anti-influenzale. A ottobre, a meno di ritardi nelle forniture, si partirà quindi con la vaccinazione delle persone con altre gravi patologie e più anziane, probabilmente già da tutti gli over 60 (l’Ema ancora non ha ancora stabilito quali saranno le categorie destinatarie del vaccino). Ma tra gli esperti c’è anche chi propone di partire fin da subito con la somministrazione già dagli over 50, così come si farà già dalle prossime settimane nel Regno Unito.
Le Regioni – compresa quella abruzzese – sono già al lavoro per preparare la nuova campagna. Tra le idee al vaglio, c’è ancora una volta il coinvolgimento di medici di famiglia e farmacie, oltre agli hub delle Asl.
Il timore di tutti è che anche la nuova campagna vaccinale possa rivelarsi un flop, come già accaduto per la quarta dose. In Abruzzo si sono infatti vaccinati con la quarta dose soltanto 43.847 over 60, cioè poco più del 10% della platea che poteva riceverla. Sfiora il 20% di copertura la fascia più a rischio di tutte e che per prima ha partecipato alla campagna, quella degli ultraottantenni. Mentre è al 9% di copertura la fascia tra i 70 e i 79 anni di età e al 4% quella tra i 60 e i 69 anni.