Vaccini Covid, appello di Parruti: ancora pochi, bisogna accelerare

18 Dicembre 2023

Il direttore degli Infettivi: «A Pescara copertura insufficiente: meno del 5% della popolazione fragile» A rischio gli anziani: «Se non velocizziamo l’immunizzazione, l’ospedale potrebbe tornare a intasarsi»

PESCARA. Il Covid rialza la testa. Cinquanta pazienti al giorno sotto osservazione in day hospital (quarto livello del palazzo rosso di via Paolini), dieci ricoverati nel reparto di Geriatria, un centinaio di pazienti Covid sparsi nei reparti dell’ospedale pescarese.
Sono numeri che tornano a far paura quelli resi noti dal professor Giustino Parruti, direttore dell’unità operativa Malattie Infettive della Asl di Pescara e del dipartimento delle Medicine che ricomprende anche la Geriatria diretta dalla dottoressa Rosa Scurti.
«Abbiamo un tasso di copertura vaccinale insufficiente», analizza il primario, «al di sotto del 5 per cento rispetto alla popolazione a rischio, persone con più di 75 anni, con patologie diabetiche, obesità», fragili, in generale, «che negli ultimi 12 mesi non hanno fatto la dose di richiamo».
La situazione è di continua emergenza, ma al momento sotto controllo: «Il day hospital Covid, da un paio di settimane, è rigurgitante, con più di 50 pazienti al giorno che vengono monitorati, trattati con antivirali e rimandati a casa con le cure», prosegue il professor Parruti.
«Molti pazienti non hanno bisogno di ospedalizzazione», puntualizza, «ma in pronto soccorso sono arrivati casi di insufficienza respiratoria e per una trentina di essi è stato necessario il ricovero in Rianimazione. Si tratta, prevalentemente, di persone over 70. In Geriatria al momento si contano una decina di pazienti ricoverati e la situazione è sotto controllo grazie all'organizzazione che si è data la Asl».
Ma non è escluso che col passare dei giorni, sotto Natale, «la situazione possa peggiorare», rimarca Parruti che invita alla vaccinazione anti Covid: «Se non velocizziamo l'immunizzazione, rischiamo un peggioramento nelle prossime settimane, a gennaio, con l’ospedale che potrebbe tornare all’intasamento di un tempo. I vaccini sono disponibili» e pronti per essere iniettati nei laboratori, distretti sanitari, farmacie.
Ma perché tanta riluttanza a vaccinarsi contro il Covid, da parte dell'utenza? «È passata una informazione non corretta», spiega Parruti.
«La riluttanza è legata, più che alla cattiva informazione, alle notizie discordanti che girano sui media. Non è assolutamente vero che ci sono i morti da vaccino, questo è un messaggio sbagliato che sta passando. È vero che ci sono stati casi di pericardite, ma chi non ha avuto fastidi dalle precedenti dosi può tranquillamente tornare a fare il richiamo», è il suggerimento dell’esperto. Che continua: «Molte persone vanno nelle strutture sanitarie a fare il vaccino antipneumococco e contro il fuoco di Sant’Antonio, ma rifiutano la vaccinazione anti Covid che invece si può fare serenamente se non si hanno avuto precedenti fastidi, anche insieme alla profilassi antinfluenzale. E le persone a rischio sono ancora tantissime», conclude il direttore dell’unità operativa Malattie Infettive.
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