Vaccini, il caos delle prenotazioni Saltano oltre cento dosi al giorno

Alcuni cittadini non si presentano all’appuntamento, ci ripensano o anticipano la profilassi altrove La Asl raccomanda la cancellazione della registrazione per non gravare sul lavoro dei sanitari
PESCARA. Vaccinazioni prenotate, dimenticate o ignorate e mai disdette. Almeno un centinaio di utenti, ogni giorno, non si presentano nelle sedi vaccinali del territorio, tra Pescara e provincia, per ricevere la somministrazione lasciando interdetto il personale sanitario che, invece, ha già messo in fila le siringhette con le dosi necessarie per la profilassi giornaliera.
Dosi che, va chiarito, non vanno comunque mai sprecate perché, nella conta delle prenotazioni quotidiane, il Vax Team (guidato da Alberto Costantini con il coordinamento della campagna vaccinale affidata a Rossano Di Luzio) è sufficientemente organizzato per supportare gli imprevisti: si passa velocemente al nome successivo. Ma resta il disagio per il personale della Asl e i medici di base che aspettano l’utente che si è iscritto sulle varie piattaforme (Regione, Poste, Comune). Per tale ragione la Asl di Pescara raccomanda fortemente la cancellazione della propria prenotazione sui portali, una volta effettuata la somministrazione al di fuori degli hub vaccinali, per esempio negli studi medici.
Accade ogni giorno che qualcuno non si presenta all’appuntamento. Perché ci ripensa, perché nell’attesa della data stabilita (talvolta passano settimane) riesce a trovare il modo di vaccinarsi in anticipo, anche approfittando delle settimane AstraZeneca o contattati dai medici di famiglia. O perché, all’ultimo momento, è preso da un attacco di ansia. D’altronde il vaccino non è obbligatorio.
Accade che l’utente non disdice l’impegno confidando negli incroci informatici e quindi negli annullamenti in automatico. Non tenendo conto che la propria rinuncia, volontaria o legata a giustificati motivi, può invece anticipare o permettere la vaccinazione di qualcun altro. Di contro può accadere, invece, che l’utente intenzionato a inoltrare richiesta di cancellazione, o a richiedere lo spostamento della registrazione, non riesca a rintracciare le modalità intuitive all’interno delle piattaforme informatiche preposte.
Il corto circuito è nell’interfaccia, inesistente, tra le piattaforme usate dagli utenti per la prenotazione e quelle in uso dal personale sanitario per le vaccinazioni già eseguite. Un paradosso.
Un esempio fra tanti: chi si registra sulla piattaforma di Poste per effettuare la profilassi nel centro vaccinale, ma poi esegue la somministrazione dal medico di famiglia anticipandola rispetto alla data fissata, deve poi riutilizzare gli stessi sistemi usati per la prenotazione (portale Poste, sportello Postamat, portalettere, numero verde o sms) per annullare la registrazione, con codice fiscale e tessera sanitaria alla mano. Attualmente, dunque, tra i compiti dei sanitari Asl c’è anche il carico di spulciare quotidianamente migliaia di codici fiscali per rintracciare, e spuntare, chi si è vaccinato e chi no. Un immane lavoro che toglie tempo alla profilassi e impedisce, talvolta, il raggiungimento dei target quotidiani imposti dal commissario straordinario: 2.620 dosi nei giorni feriali e 2.380 nei giorni festivi e prefestivi.

