Vaccini in farmacia: c’è il pienone Ma i cittadini vogliono solo Pfizer

Sta decollando il nuovo servizio per accelerare le somministrazioni, ma manca ancora qualcuno Tra le prenotazioni anche ragazzi di sedici anni. E i professionisti avvertono: nessuno vuole Johnson
PESCARA. Vaccini in farmacia: c’è chi ha l’agenda delle prenotazioni piena per tutto il mese di luglio. E chi è fermo con le somministrazioni a causa dei ritardi delle scorte di Pfizer e Johnson, quest’ultimo spesso paragonato ad AstraZeneca e, dunque, rifiutato dagli utenti.
E, poi, c’è anche chi non ha neppure cominciato la profilassi perché ha necessità di completare gli iter burocratici e la preparazione delle sale e dei corner adeguati alle esigenze della vaccinazione.
Ma in generale, nelle farmacie pescaresi, crescono le richieste dei vaccini da parte dei cittadini che dei «farmacisti sotto casa si fidano di più» e li preferiscono alle code e le attese negli hub vaccinali del territori.
Alla farmacia di Flavio Pennese di via del Circuito, l’agenda degli appuntamenti per il martedì e il venerdì mattina «è piena sino alla fine del mese» anticipa il farmacista, «stiamo procedendo a fare le prime dosi, 12 Pfizer a settimana. Abbiamo difficoltà con i Johnson che non vuole quasi nessuno. Ne abbiamo prenotate quattro dosi, ne manca una quinta per aprire la fiala che dovrà essere smaltita nell’arco di sei ore. Si sono iscritti anche ragazzi di 16 anni. Finora nessun effetto collaterale registrato». Ma in caso di reazioni al vaccino cosa accade? «Se il soggetto arriva con uno stato ansioso, per la paura legata al vaccino», spiega il dottor Pennese, «cerchiamo di calmarlo. In caso di choc anafilattico procediamo con l’adrenalina e la richiesta di una ambulanza del 118, ma, ripeto, finora è andato tutto bene: nessuno si è sentito male».
Una ventina di vaccini somministrati in pochi giorni alla farmacia di Marcello Alleva, in piazza Le Laudi alla Pineta, dove è stato allestito un percorso di accoglienza con tanto di cartellonistica e segnaletica a terra, uno sportello per l’accettazione e il colloquio prima della inoculazione e un corridoio per l’attesa e l’osservazione post vaccinale. «Abbiamo preparato un’accoglienza in piena sicurezza per tutta l’utenza», rassicura il dottor Alleva, «ma, con le varianti che non danno tregua, è necessario che le istituzioni lancino nuove campagne informative di spinta alla vaccinazione».
La profilassi comincia in settimana alla farmacia delle sorelle Anna e Maria Di Giamberardino, in via del Santuario, ai Colli. «Stiamo completando l’organizzazione degli spazi» spiegano le farmaciste, «vaccineremo con la massima attenzione e sicurezza a locale chiuso, dalle 13 alle 16. In tanti hanno già prenotato» dicono senza rivelare i numeri, «ma in tanti chiedono del vaccino solo per curiosità». Gli utenti respingono Johnson anche alla farmacia Centrale di Luigi Paolo, in corso Vittorio, che ha già dedicato tre giornate alla vaccinazione in generale. Ma «nonostante Johnson abbia il vantaggio di una unica somministrazione», spiega il farmacista, «i pazienti non lo vogliono e preferiscono aspettare Pfizer o Moderna».Vaccini «anche ai 13enni» alla farmacia di Fabrizio Zenobii presidente di Federfarma, «e qualche raro turista». Diciotto dosi inoculate alla farmacia di Raffaella Martella, in via del Santuario, e un pieno di prenotazioni per i prossimi giorni: «La campagna vaccinale procede molto bene» dice la titolare dell’esercizio. In «attesa di nuove forniture per le 12 prenotazioni di venerdì», oltre «le 23 dosi già terminate» alla farmacia Aterno di Michela Martella, a Villa del Fuoco.
Venerdì è anche il giorno di avvio della profilassi vaccinale alla farmacia di Erminia Greco, in via Cavour che spiega: «Abbiamo completato i corsi di formazione. Cominciamo con le prime 15 prenotazioni, tra cui famiglie di quindicenni che vogliono vaccinarsi in farmacia, dove si respira un clima di fiducia e tranquillità».

