Vaccini, partiti gli avvisi agli anziani

Ma 200 piccoli Comuni non hanno ancora un piano chiaro da parte della Regione
Nella regione in cui il numero dei vaccinati è ancora molto esiguo, parte dai grandi centri abruzzesi la corsa contro il tempo nella lotta al Covid-19. Da L’Aquila a Teramo, da Pescara a Chieti, prende il via la campagna vaccinale per gli ultraottantenni ma c’è un grosso scoglio da superare. E riguarda i comuni più piccoli, come quelli dell’entroterra, che aspettano ancora disposizioni dalla Regione. Il forte atto di accusa arriva dal presidente dell’Unione comuni montani regionale Abruzzo (Uncem), Lorenzo Berardinetti, primo cittadino della piccola località aquilana di Sante Marie. Mentre il virus si diffonde velocemente attraverso la sua variante inglese, la risposta più importante, quella rappresentata dai vaccini, fa ancora i conti con tanti punti di domanda.
LA PARTENZA. Sono arrivati i primi avvisi agli anziani che hanno prenotato il vaccino sulla piattaforma aperta fino al prossimo 28 febbraio. In provincia di Chieti i primi 200 vengono vaccinati oggi, nella giornata odierna tocca anche all’area aquilana, venerdì sarà la volta di Pescara, dal 24 toccherà a Teramo. E nella provincia teramana dal 25 spetterà a Giulianova mentre oggi la campgna viene avviata a Campli.
L’APPELLO. Quest’ultimo comune rappresenta una delle eccezioni tra i piccoli centri dove scatta la vaccinazione. Se nelle grandi città le operazioni stanno entrando nel vivo, in altri infatti si naviga a vista in attesa di disposizioni dalle istituzioni.
A lanciare l’allarme è Berardinetti: «I vaccini agli over 80? Noi non sappiamo nulla al momento». Così il sindaco di Sante Marie e presidente dell’Uncem risponde al Centro che lo ha contattato ieri mattina. Berardinetti parla in rappresentanza di circa 200 comuni montani, una fetta importantissima della nostra regione che attende comunicazioni dalla Regione. «Proprio stamattina (ieri per chi legge ndr) mi ha chiamato un collega dell’Unione per chiedere delucidazioni. Ci aspettiamo una circolare informativa per capire come agire, l’iter che si seguirà da qui a breve. Tanti comuni si sono organizzati per dare supporto alla manifestazione di interesse sulla piattaforma, ma la risposta non è stata importante».
I SINDACI. In altre realtà, come Pizzoferrato, che è stata zona rossa dopo il maxi contagio con circa 80 positivi, si è pronti a partire, ma anche in questo caso si attendono disposizioni dalla Regione. «C’è il massimo impegno da parte nostra, come d’altronde già dimostrato con gli screening», afferma il sindaco Palmerino Fagnilli. «Appena avremo comunicazioni in merito, noi siamo disponibili a partire. Abbiamo strutturato una sede in municipio che è diventata una vera e propria casa della sicurezza». E sui vaccini lancia anche una proposta: «Abbiamo molti cittadini che lavorano in Val di Sangro, sarebbe opportuno che le stesse aziende diventino delle best practice contribuendo alla vaccinazione dei propri dipendenti, in modo da velocizzare il numero delle persone difese dal virus».
Pronto è anche un altro piccolo centro come quello di Roccamontepiano. «Abbiamo messo a disposizione l’ufficio di segretariato sociale per tutte le persone che hanno difficoltà ad effettuare le prenotazioni online», rivela il sindaco Adamo Carulli. «Su un totale di 197 aventi diritto per età, sono passati dal nostro sportello 102 concittadini. Ho già parlato con la Asl», continua Carulli, «dando piena disponibilità ad organizzare sul territorio la vaccinazione. Abbiamo medici e infermieri a disposizione ma è chiaro che prima di avviare la campagna dovremmo avere delle indicazioni precise».
ANCI. Il presidente dell’Anci Abruzzo e sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, chiude il quadro: «È necessario che ci sia un maggiore raccordo tra gli enti», sostiene. «Sotto l’aspetto organizzativo c’è un difetto. Serve ristabilire un coordinamento centrale, sotto la guida della Regione, con i sindaci e le Asl». Poi parla dell’importanza di rafforzare e potenziare la comunicazione per spingere la popolazione a vaccinarsi e lancia l’appello ai dottori: «La medicina territoriale è fondamentale, lancio un appello a tutti i medici affinché aderiscano volontariamente nel dare il proprio contributo alla campagna vaccinale».
PERSONALE SCOLASTICO. Intanto per le prenotazioni dei vaccini al personale scolastico il consigliere regionale Antonio Blasioli fa sapere di aver ricevuto risposta dall’assessore Nicoletta Verì, a cui aveva inviato una nota per segnalare il problema dell’assenza del “codice meccanografico” per i nidi d’infanzia sia pubblici che privati, dato mancante che non consentiva al personale che lavora in queste strutture di potersi iscrivere sulla piattaforma telematica. «Mi è stato risposto», spiega Blasioli, «che saranno apportate delle correzioni migliorative al sistema di prenotazione e questa è una buona notizia per diverse categorie del personale scolastico finora escluse dalle procedure per la manifestazione di interesse».

