Vaccini, verso la terza dose Prime aperture in Abruzzo

Brucchi: «Toccherà ai prof e alle forze dell’ordine». Ultimatum ai medici no vax
La terza dose di vaccino potrebbe presto essere somministrata alle forze dell’ordine e anche al personale scolastico. Non è ancora chiaro quando partirà la nuova tornata di iniezioni, ma il referente regionale per la vaccinazione Maurizio Brucchi ha anticipato che potrebbe riguardare molte più categorie rispetto a quelle inizialmente previste. Ovviamente non è l’unico fronte su cui si sta muovendo la campagna vaccinale in Abruzzo. Sono ufficialmente partiti, infatti, i primi ultimatum delle Asl rivolti a quello spicchio di operatori sanitari che non si è ancora vaccinato.
LA TERZA DOSE. Gli ultimi studi confermano che la terza dose è fortemente consigliata per alcune categorie di persone fragili: immunodepressi, over 75 ma anche chi si è vaccinato per primo, cioè gli operatori sanitari. «Stiamo aspettando che il commissario straordinario Figliuolo ci dia indicazioni più precise sulla terza dose», dice Brucchi, «ma c’è stato anche detto che potrebbe essere necessaria un’altra iniezione anche per le forze dell’ordine e il personale delle scuole». Restano diversi, tuttavia, i dubbi che riguardano la terza dose. Andrà fatta con gli stessi vaccini con cui sono state fatte le prime due? Oppure verrà fatta con dei sieri adattati alle varianti? E quando cominceranno le somministrazioni per le categorie indicate? Tutte domande che, al momento, non hanno risposta certa. Anche perché prima c’è da raggiungere l’agognato 80 per cento di vaccinati. «Contiamo di raggiungere questa percentuale entro la fine di settembre», sostiene Brucchi, «sono molto ottimista ed è un risultato che mi aspetto». Stando ai dati del Sole 24 ore, con il ritmo medio di vaccinazioni che l’Abruzzo ha mantenuto negli ultimi sette giorni (5.490), l’immunità di gregge verrebbe raggiunta il 24 settembre, in linea con le previsioni del governo per la fine del mese.
SANITARI NO VAX. «Le Asl abruzzesi hanno stilato le liste degli operatori sanitari no vax, e hanno cominciato l’attività di invio delle lettere di ultimatum a chi non si è vaccinato. Ora parte la procedura che porta alla sospensione del personale che continuerà a non vaccinarsi». Maurizio Brucchi traccia la road map per convincere anche quella piccola percentuale di operatori sanitari che in Abruzzo non sono stati ancora vaccinati. In Abruzzo il 95,2 per cento dei medici e degli infermieri è stato vaccinati con almeno una dose. Parliamo, quindi, di una percentuale del 4,8 per cento di no vax, in cui bisogna includere anche coloro che non sono dichiaratamente ostili al vaccino, ma che non possono riceverlo per altri motivi di salute.
LE SANZIONI. La lettera inviata dalle Asl contiene una sorta di ultimatum per la vaccinazione, che minaccia provvedimenti nel caso in cui non gli operatori sanitari decidessero di continuare a non vaccinarsi. Per questa categoria, infatti, c’è già l’obbligo di vaccinarsi e l’Abruzzo ha leggermente ritardato, rispetto alle altre regioni, l’invio di queste lettere. Il periodo di tolleranza dura cinque giorni, poi bisogna vaccinarsi altrimenti scattano le sanzioni. In prima istanza, la legge prevede che gli operatori sanitari no vax possano essere addetti allo svolgimento di altre mansioni non a contatto con i pazienti. In secondo luogo, l'operatore o il medico può essere messo in ferie forzose. In ultima istanza, si ricorre alla sospensione dalla professione senza il recepimento dello stipendio. Non è però contemplata la possibilità di licenziamento e la norma ha comunque validità fino al 31 dicembre 2021.
GLI INDECISI. «Negli ultimi giorni abbiamo notato che chi ha fatto la prima dose tempo fa, ma non era venuto a farsi il richiamo, oppure chi era rimasto indeciso, adesso sta venendo a vaccinarsi. Questo è un ottimo segnale: vuol dire che sta cominciando a diffondersi la consapevolezza della necessità di fare i vaccini». E questa è un’ottima notizia per l’Abruzzo. Negli ultimi giorni, sono stati soprattutto i giovani a restituire ritmo alle vaccinazioni tra le province, che tuttavia restano più che dimezzate rispetto a un mese fa, quando si era raggiunto il record di 16mila somministrazioni giornaliere. Ma secondo il referente regionale Maurizio Brucchi lo zoccolo duro di no vax si sta riducendo in maniera importante partendo proprio da alcune fasce sensibili, come quelle del personale scolastico. Guardando i numeri, in Abruzzo sono 222.682, attualmente, gli individui che non hanno ricevuto neppure una dose. Il 23 agosto erano 241.219. Ma è opportuno specificare che si tratta di uno spicchio di popolazione che comprende sia chi sceglie di non vaccinarsi, ma anche chi non ha potuto farlo per motivi di salute.
SCUOLA. La campagna di vaccinazione abruzzese sta ottenendo i risultati migliori nelle proprio nelle scuole: «Aver vaccinato circa l’89 per cento dei prof con due dosi, e il 97 per cento con una dose sola è un risultato che pone l’Abruzzo fra le prime regioni in Italia per numero di vaccinati nel mondo della scuola», sottolinea Brucchi, «purtroppo c’è ancora un piccolo zoccolo duro che resiste, ma in questi giorni stiamo registrando un incremento delle vaccinazioni di chi era inizialmente scettico».
Il dato confortante riguarda anche il numero di vaccinazioni tra i ragazzi: è stato immunizzato quasi il 100 per cento dei giovani tra 17 e 19 anni, e quelli tra i 12 e i 16 viaggiano su percentuali di copertura superiori al 50 per cento.
«Anche sui giovani stiamo lavorando alla grande», conclude Brucchi, «e le dosi che somministriamo ogni giorno coinvolgono per il 50 per cento ragazzi giovani. Credo che per il 13 settembre avremo raggiunto risultati importanti in ottica scuola. Questo ci conforta: potremo riaprire le aule a cuor più leggero».

