Vaccino contro il virus delle zanzare: l’efficacia svelata da due pescaresi

Studio di Flacco e Manzoli pubblicato da una famosa rivista scientifica Il nemico da battere è la famigerata Dengue trasmessa dall’insetto
PESCARA. Parla abruzzese lo studio che svela l’efficacia del vaccino contro il virus trasmesso dalle zanzare, la famigerata febbre Dengue che miete vittime in tutto il mondo. Anna Maria Flacco e Lamberto Manzoli, entrambi pescaresi e docenti con ruoli apicali all’Università di Ferrara, la prima, e di Bologna il secondo, hanno portato a termine un’indagine scientifica di valenza mondiale. Tant’è che lo studio è stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica elvetica “Vaccines” con il titolo: “Immunogenicity, safety and efficacy of dengue vaccine TAK-003: a meta-analysis”, ed è disponibile al sito: https://www.mdpi.com/2076-393X/12/7/770.
Il virus della Dengue, trasmesso attraverso la puntura di alcune specie di zanzare, infetta ogni anno circa 400 milioni di persone nelle aree più calde del pianeta, causando oltre 3 milioni di morti. A causa dell’espansione dell’habitat delle zanzare portatrici del virus, negli ultimi anni si stanno verificando epidemie di Dengue in un numero sempre maggiore di Paesi. Anche in Italia, in seguito al continuo aumento di casi, la malattia è al centro di un’allerta sanitaria. Secondo il report più recente pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità sono 283 i casi diagnosticati in Italia dall’inizio del 2024, sia importati sia autoctoni, con punte in Veneto (49), Lazio (48) e Lombardia (46), nessuno dei quali, per fortuna, ha avuto una prognosi infausta. In Abruzzo, sempre secondo l’Iss, si sono registrati due casi.
L’età media delle persone colpite dalla Dengue è di 42 anni; l’incidenza di genere è identica: 50% uomini e altrettante donne. Purtroppo, non esiste una terapia efficace contro la malattia, e le azioni di bonifica ambientale contro le zanzare non sono in grado di eliminare completamente il rischio di epidemie. È stato però recentemente sviluppato un vaccino (TAK-003, meglio noto come Qdenga®) che ha mostrato risultati molto promettenti, ed è l’unico finora approvato per l’uso in Italia ed in molti paesi europei.
Ad oggi, in tutto il mondo sono stati svolti 19 studi scientifici su questo vaccino, ma non era disponibile una stima complessiva sulla sua efficacia e sicurezza, un dato essenziale per indirizzare le politiche sanitarie a livello globale. Questa stima è ora disponibile grazie al lavoro di analisi congiunta di tutti i dati disponibili, coordinato da due ricercatori abruzzesi, che dirigono centri di ricerca nelle Università di Bologna e Ferrara.
Su un campione complessivo di oltre 20.000 soggetti, due dosi del vaccino hanno mostrato un’efficacia superiore al 50% nel ridurre i casi di Dengue, con un effetto duraturo ed un profilo di sicurezza molto buono: i vaccinati non hanno mostrato nessun aumento di rischio di eventi avversi gravi, rispetto ai non vaccinati.
«Il vaccino attualmente disponibile rappresenta un valido strumento di prevenzione non solo per le popolazioni delle aree endemiche, ma anche per i viaggiatori provenienti da aree non a rischio», è il commento della prima autrice dello studio, la professoressa Flacco, medico epidemiologo pescarese, e direttrice della Scuola di Specializzazione di Sanità Pubblica dell’Università di Ferrara. «Questa è la prima analisi complessiva a livello mondiale e siamo molto contenti dei dati emersi. Non era scontato, sono stati necessari molti anni prima di arrivare a sviluppare un vaccino con risultati così buoni», dichiara l’altro coordinatore dello studio, il professor Manzoli, anch’egli medico pescarese e direttore della Scuola di Sanità Pubblica dell’Università di Bologna. Oltre ai due coordinatori, gli altri autori dello studio sono Annalisa Rosso, Giovanni Cioni, Giovanna Letizia Calò, Gianmarco Imperiali, Vittorio Orazi, Marco Tiseo, Anastasia Troia (Università di Ferrara), Alessandro Bianconi e Matteo Fiore (Università di Bologna).

