Vaccino contro l’influenza insieme con la terza dose

Per fragili, Rsa, ultra 80enni, operatori sanitari e ultra 60enni non immunizzati Fissata la riunione in Regione per stabilire il nuovo piano delle somministrazioni
In Abruzzo sarà possibile la somministrazione concomitante dei vaccini contro il Covid e l’influenza. Ma il via libera arriverà solo dopo una riunione in Regione per stabilire da quando più categorie di cittadini potranno immunizzarsi lo stesso giorno contro i due virus, dai fragili agli ultra 80enni, dagli ospiti delle Rsa agli operatori sanitari e dagli ultra 60enni senza dosi anti-Covid a quelli che attendono la seconda dose.
IL VIA LIBERA.
Il ministero della Salute ha già detto che si può fare con la raccomandazione che «un’eventuale mancanza di disponibilità di uno dei due vaccini non venga utilizzata come motivo per procrastinare la somministrazione dell’altro».
L’Abruzzo va verso questa direzione. La decisione da prendere nella riunione, convocata in settimana dall’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, riguarderà il nuovo cronoprogramma per le vaccinazioni concomitanti, e non si esclude la possibilità di un lieve slittamento dell’inizio della campagna contro l’influenza previsto per lunedì prossimo.
IL DOCUMENTO.
«È possibile che alcune categorie di soggetti per le quali la vaccinazione antinfluenzale stagionale è raccomandata e offerta gratuitamente siano allo stesso tempo eleggibili per la vaccinazione anti- Covid-19 (es. gruppi target della dose addizionale o booster, persone over 60 non ancora vaccinate, etc...)».
Così si legge sulla nota la nota congiunta di Ministero della Salute, Consiglio superiore di Sanità, Aifa e Iss, firmata dal direttore generale, Giovanni Rezza. «Sarà possibile programmare la somministrazione dei due vaccini nella medesima seduta vaccinale», continua il documento che però precisa: «Sarà possibile effettuare la somministrazione concomitante di un vaccino anti-Covid-19 e un altro vaccino del Piano nazionale di prevenzione vaccinale con l’eccezione dei vaccini vivi attenuati, per i quali può essere considerata valida una distanza minima precauzionale di 14 giorni prima o dopo la somministrazione del vaccino anti Sars-CoV-2». Una postilla, quest’ultima, che si riferisce a una ristretta cerchia di vaccini ancora in commercio, come l’anti varicella zoster, l’anti febbre gialla o la trivalente mobillo-rosolia-parotite.
SI PARTE LUNEDÌ 11.
Per la vaccinazione contro l’influenza, come si diceva, la data prefissata è l’11 ottobre, che però potrebbe subire breve rinvio. Ma i grandi numeri della campagna non cambiano. La somministrazione gratuita riguarda 355mila soggetti a rischio. Tra questi, i bimbi con meno di 6 anni e gli ultrasessantenni. Nella lista di coloro a cui è consigliato il vaccino antinfluenzale ci sono anche le persone con patologie di base e le donne in gravidanza.
Al di là della vaccinazione concomitante il siero antinfluenzale è comunque utile contro il Covid, perché aiuta i medici ad accelerare la diagnosi ragionando per esclusione. Se un paziente vaccinato contro l’influenza presenta febbre o spossatezza si è quasi certamente ammalato di Covid.
DOVE SI FA.
Sono diversi anche i canali previsti dalla Regione per facilitare l’immunizzazione delle categorie a rischio. In prima battuta tocca alle Asl, che hanno anche ricevuto un sostegno economico in base al numero di over 60 presenti nelle quattro province, attivare degli ambulatori specifici per somministrare le dosi. Ma possono farlo anche i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. I soggetti interessati potranno ricevere il vaccino in un qualsiasi momento della stagione influenzale.
LA SFIDA.
L’obiettivo è superare il 65 per cento di vaccinati tra i più fragili. Lo scorso anno tutte le Asl abruzzesi hanno vaccinato almeno il 60% delle fasce a rischio. La Regione ha quindi fatto uno sforzo economico importante per la campagna vaccinale contro l’influenza di quest’anno. Basti pensare che nel 2018 erano state acquistate 245mila dosi di vaccino (pagate quasi 1 milione e 400mila euro). Quest’anno, invece, arriveranno oltre 100mila dosi in più rispetto al 2018 (355mila) e l’investimento economico è stato più che triplicato, è infatti pari a 4.676.970 euro.

