Vaccino, ecco i primi 33 pescaresi: «Un atto responsabile verso tutti»

28 Dicembre 2020

A Teramo anche medici e infermieri della Asl adriatica per la prima giornata di somministrazioni Il direttore sanitario Caponetti: «Nei prossimi giorni in arrivo mille dosi, ma ne servirebbero 6mila»

PESCARA. Un po’ emozionati e timorosi, un po’ no. Ma tutti convinti di «aver compiuto un atto responsabile per se stessi, i malati e le famiglie» e consapevoli di essere entrati in un pezzetto di storia.
Sono i sentimenti espressi dai medici e dagli infermieri pescaresi, 33 prescelti per ogni Asl, che nella giornata di ieri hanno ricevuto le prime dosi del vaccino anti Covid della Pfizer-Biontech all’ospedale Mazzini di Teramo, nel corso del Vaccine Day, giornata altamente simbolica per l'intero continente in lotta contro il coronavirus. Un evento che ha segnato uno spartiacque tra la prima era della pandemia, quella del contagio, dei morti, e del lockdown che ancora si sta vivendo e quella, futura, che racchiude la speranza di debellare l'epidemia definitivamente. C’era anche il manager della Asl pescarese Vincenzo Ciamponi col gruppo dei vaccinandi, il professor Giustino Parruti, direttore delle Malattie Infettive e responsabile del Covid hospital; il direttore sanitario Antonio Caponetti che annuncia l’arrivo di altre mille dosi di vaccino Comirnaty (il nome tecnico con cui è stato battezzato) nei prossimi giorni; Sabatino Trotta, direttore del dipartimento di Salute mentale; Massimo Basti, direttore dell'unità operativa complessa della Chirurgia generale d'urgenza; Rita Mazzocca, coordinatrice distrettuale Asl. Con loro, a fare la vaccinazione nel lotto B del presidio teramano, cinque infermieri e due operatori socio sanitari del reparto di Terapia intensiva dell'ospedale di Pescara, primari e organici di altri dipartimenti suddivisi in tre gruppi, ciascuno assegnato a una fascia oraria, 10,30-12 e 15.
Soddisfatto Caponetti che ha smorzato i timori legati all’evento: «È stata solo una punturina, nessuna paura e niente reazione allergica, sono già a casa» ha riferito intorno alle 13,40 di ieri. E ha annunciato per la Asl di Pescara l’arrivo, nei prossimi giorni, di «altre mille dosi» di vaccino anti Covid. Una copertura che, però, risulta ancora insufficiente: «Ce ne servirebbero almeno 6000», sottolinea Caponetti, «per soddisfare le esigenze del personale ospedaliero, dei medici di famiglia, dei pediatri, dei presidi sanitari privati, degli organici operativi nelle residenze sanitarie assistite e nelle case di riposo, degli over 80», tra le fasce di età sensibili e predisposte a ricevere il vaccino. Un passo alla volta. «Un po’ di ansia iniziale, però subito svanita», è il commento di Sabatino Trotta, «sto bene, non mi fa male nulla. La vaccinazione degli operatori sanitari è una questione etica, l'obiettivo e la speranza è tornare presto ad una normalità anche emotiva».
Intanto i primi sanitari volontari vaccinati, accolti in ospedale da uno stuolo di autorità, operatori della Protezione civile e altre associazioni solidali impegnate nel coordinamento dell'evento, dovranno assumere una seconda dose tra 21 giorni per confermare l'efficacia del trattamento vaccinale.
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