Vaccino, terza dose: parte oggi la prenotazione per gli over 60

Attiva la piattaforma delle Poste. Le risposte ai dubbi: ecco come iscriversi e a chi spetta
Al via la terza dose di vaccino per gli ultrasessantenni. È attiva da oggi alle 12 la piattaforma di Poste per la prenotazione della vaccinazione anti Covid 19 per i nati fino al 1961. Per prenotarsi basterà collegarsi all’indirizzo https://prenotazioni.vaccinicovid.gov.it/ inserendo il proprio codice fiscale e il numero di tessera sanitaria.
«Possono prenotare la somministrazione», ricorda l'assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, «solo coloro che hanno ricevuto la seconda dose da almeno 6 mesi o l’unica somministrazione del vaccino monodose.
COME FARE
Il sistema telematico di Poste esclude automaticamente le richieste che non rispettano il termine temporale dei sei mesi dalla precedente vaccinazione. Le richieste potranno, comunque, essere ripresentate alla effettiva scadenza del periodo previsto. Sarà possibile procedere alla prenotazione anche contattando il numero verde 800-009966, attivo tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 20 oppure utilizzando uno dei 270 sportelli Postamat presenti sul territorio regionale pur senza essere clienti Poste, ma accedendo con la tessera sanitaria. Anche i 630 portalettere in servizio in Abruzzo, attraverso i palmari a loro disposizione, potranno prenotare la vaccinazione. Per la somministrazione della terza dose verranno utilizzati vaccini a Rna messaggero.
A CHI SPETTA
«La terza dose», spiega, Antonella Viola, immunologa dell’Università di Padova, «si è resa necessaria in quanto si è visto che, nonostante l’efficacia dei vaccini in uso resti alta contro la malattia severa da Covid-19, quella nei confronti dell'infezione cala nel tempo. Diminuiscono gli anticorpi e durante l’inverno la possibilità di contagio aumenta». La terza dose, che può essere fatta anche dopo 28 giorni dalla precedente, ha lo scopo di completare un ciclo vaccinale negli immunodepressi, cioè quelle persone, che non hanno risposto in maniera efficace alla prime due dosi. Il richiamo, invece, va fatto a distanza di almeno sei mesi dalla seconda dose. È di fatto un secondo ciclo vaccinale, che viene effettuato dopo un certo periodo di tempo per riattivare la produzione di anticorpi.
CALO DI EFFICACIA
Il calo di efficacia dei vaccini si registra, mediamente, tra i 6 e i 9 mesi. Si tratta di una discesa modesta della protezione nei confronti delle infezioni, la cui entità varia, in percentuale, da vaccino a vaccino. Più un soggetto è anziano, meno il suo sistema immunitario risponde bene: la prima variabile che incide sul calo di efficacia vaccinale è proprio l’età. L’indebolimento dell’efficacia riguarda tutti i vaccini, anche se, come sottolinea la dottoressa Viola «il vaccino Moderna sembra essere un po’ più stabile, in quanto ha una concentrazione di Rna messaggero più alta di quella inoculata da Pfizer. Al momento, sembrerebbe essere il vaccino che si indebolisce meno». Chi ha fatto il monodose è come se avesse fatto una sola dose di AstraZeneca e saranno tra i primi a fare una dose aggiuntiva, senza aspettare i sei mesi e indipendentemente dall’età. Questo perché in genere una sola dose fa più fatica a indurre una risposta della memoria immunitaria.
CALENDARIO VACCINAZIONI
Nei richiami e nelle terze dosi si seguiranno l’età e il rischio di malattia severa da Covid-19: le persone dai 60 anni in su sono più soggette ai ricoveri perché il loro sistema immunitario invecchia. Il calendario delle terze dosi è quello indicato dall’Agenzia del farmaco europea (Ema). In ordine di priorità: immunocompromessi, over 80, residenti nelle Rsa, personale sanitario e over 60 fragili. I vaccini utilizzati nei richiami e nelle terze somministrazioni sono sempre Pfizer o Moderna, indifferentemente, gli unici prodotti utilizzati attualmente in Italia. Il richiamo serve a potenziare l'effetto del primo ciclo vaccinale e, di conseguenza, della risposta del sistema immunitario che può anche superare il livello di difesa raggiunto con le due dosi iniziali. Ma ancora non è stata stabilita la durata dell'effetto del potenziamento.
LE INCOGNITE
«Ci sono due incognite principali», sottolinea Viola, «non si conosce quanto duri nel tempo l’immunità e non si sa come cambierà il virus. Se muterà poco, probabilmente i vaccini potenziati basteranno per diversi anni, se il Sars-CoV-2 dovesse continuare a cambiare nel tempo, è possibile che tra un anno si debba fare un nuovo vaccino. La terza dose si è resa necessaria per l’arrivo della variante Delta e per il calo di efficacia vaccinale. È stata anticipata a causa della Delta, perché, essendo molto più trasmissibile, riesce a contagiare anche i vaccinati, anche se con percentuali molto basse rispetto ai non vaccinati. Questo ha cambiato lo scenario. Probabilmente a un certo punto i richiami sarebbero stati comunque necessari, ma magari più avanti». Il profilo di sicurezza dei richiami non è ancora del tutto noto. L'Agenzia europea del farmaco ha approvato i richiami per tutti, mentre l’Agenzia regolatoria americana (Fda) solo per alcune categorie, ovvero i soggetti più fragili che devono essere più protetti.

