Vale e Janessa, le mamme ucraine dell’accoglienza

Così la moglie di un medico aquilano ha salvato dalla guerra l’amica e sua figlia Vivono in una azienda agricola, la storia di solidarietà raccontata dalla Coldiretti
Si svolge in Abruzzo una delle storie simbolo della Festa della Mamma al tempo della guerra in Ucraina. Quella di Valentina, mamma ucraina integrata in Italia, che ha accolto nella sua casa all’Aquila un’altra mamma in fuga dal Paese invaso, Janessa, con sua figlia Julia. Una riunione tra due amiche e madri nel momento della sofferenza a causa del conflitto, che va in scena in un’azienda agricola, a contatto con la natura, i prodotti della terra e la cucina. Per questo Coldiretti ha scelto di raccontarla nella sua iniziativa nazionale per l’8 Maggio sulle donne profughe e sull’accoglienza delle campagne italiane.
LE TRE DONNE ALL’AQUILA.
«È un ricongiungimento tra mamme ucraine che si ritrovano, con un passato alla spalle diverso in un Paese che con me è stato accogliente donandomi amore, lavoro e serenità in una nuova vita», dice Valentina, che in Abruzzo vive da anni con suo marito, il medico aquilano Romeo Pulsoni, in quella che è una vera e propria azienda agricola. «Io sono stata accolta in Italia diversi anni fa e mi sono subito sentita amata. È giusto che, a mia volta, aiuti il mio popolo. Approfittando della Festa della mamma faremo tanti piatti gustosi: tre donne insieme che si scambiano ricette made in Italy e made in Ucraina sperando di poter brindare alla pace».
Julia, figlia di Janessa, ha già imparato qualche parola di italiano, mentre è ospite dell’amica di sua madre. Nel video di Coldiretti, usa poche parole per descrivere cosa prova un ucraino in fuga dalla guerra: «Grazie a Valentina che ci accoglie. Mi manca l’Ucraina: noi veniamo da Kharkiv, lì ho lasciato i miei amici, il mio lavoro, tutto ciò che avevo».
LA SOLIDARIETà IN CAMPAGNA.
«Con 55mila donne in fuga dall’Ucraina, molte delle quali con i figli al seguito che altre sono state invece costrette a lasciare, scatta la solidarietà delle donne della Coldiretti attraverso iniziative da Nord a Sud del Paese per fornire accoglienza, cibo e lavoro, anche con il coinvolgimento nella vita aziendale», così Chiara Bortolas, responsabile di Coldiretti Donne Impresa, scrive in occasione della Festa della Mamma, quest’anno dedica alla solidarietà verso le mamme ucraine.
«In un momento difficile come questo, le donne delle campagne hanno avvertito la necessità di dare il proprio contributo, secondo le proprie disponibilità, per cercare di alleviare le pene delle tante donne costrette a fuggire dalle proprie case con i loro figli a causa della guerra», continua Bortolas, «le imprenditrici agricole di Coldiretti così hanno spalancato le porte loro aziende in molte regioni, dalla Lombardia, dove una donna ucraina di nascita ospita quattro donne in fuga dal conflitto con i loro bambini, alla Sicilia, dove in un convento di frati francescani mamme e figli ucraini sono in perfetta sintonia e le donne Coldiretti organizzano attraverso la spesa sospesa nei mercati di campagna Amica la raccolta di generi alimentari. E ancora nelle Marche dove, attraverso Coldiretti, si creata una fitta rete di aiuto con parrocchie, associazioni, comuni ìper donare sostegno e conforto alle mamme ucraine, e in Abruzzo dove mamma e figlia, provenienti dalla Kharkiv tristemente nota alle cronache di guerra, hanno trovato ospitalità presso un'azienda agricola».
Poi ancora: «La rete di solidarietà si basa su forti legami e aiuto concreto che da sempre sono alla base della cultura contadina e che uniscono le tante aziende agricole italiane a realtà e singoli cittadini impegnati nel sociale. L’accoglienza in azienda è un’esperienza di solidarietà attiva, dove l’aiuto arriva dalla condivisione di pratiche e esperienze scandite dai ritmi della natura, dallo scambio di conoscenze e saperi, storie e narrazioni che unisce da sempre le mamme e le donne di tutti i paesi».

