Valentinetti convoca i presidi: «Ora serve un patto per i giovani»

L’arcivescovo di Pescara-Penne riunisce i dirigenti scolastici della provincia per una strategia comune L’appello a unire le forze, anche sport e parrocchie, per essere più presenti con i ragazzi e le famiglie
PESCARA. Un'alleanza educativa per comprendere, aiutare e sostenere il mondo dei giovani. È l'obiettivo dell'arcivescovo di Pescara-Penne Tommaso Valentinetti che, dopo l'omicidio del 16enne Christopher Thomas Luciani del 23 giugno scorso, ha riunito tutti i dirigenti scolastici degli istituti comprensivi e delle scuole superiori della provincia per un grande summit. Al centro dell'incontro, a cui ne seguiranno altri fin dai primi di settembre, il tema dell'educazione dei ragazzi, ma anche della genitorialità.
«La morte di Christopher», racconta uno dei presidi presenti all'incontro, «ci ha scosso tutti. I protagonisti della vicenda sono ragazzi normalissimi, senza un vissuto criminale. E questo deve farci riflettere. Le famiglie hanno paura, lo percepiamo. Per questo l'argomento va affrontato». Monsignor Valentinetti ha dato la disponibilità delle parrocchie per collaborare con le scuole e le altre agenzie educative, come le società sportive, per rinsaldare una grande alleanza. «Il vescovo ci ha voluti sentire ed ha fatto un gesto importante, che abbiamo tutti apprezzato", dice un altro dirigente scolastico di Pescara dopo la riunione di qualche giorno fa negli uffici del vescovo. «Noi, come scuola, ci siamo. E siamo pronti ad ampliare il raggio d'azione anche con le realtà sportive».
Scuola-diocesi-sport, una sola voce che all'inizio del prossimo anno scolastico porterà sul tavolo di Valentinetti delle proposte d'azione sul territorio, con laboratori sul corretto uso dei social e la lotta contro la violenza, incontri con forze dell'ordine, istituzioni, realtà sportive e culturali. «Dovremo essere una sola voce che sia presente tra i ragazzi, per ascoltarli e fargli sapere che gli adulti sono a disposizione per supportarli nel percorso di maturazione e per la risoluzione dei problemi che nell'adolescenza vanno affrontati». Un cammino che non potrà fare a meno dei genitori: «Esatto, serve una partecipazione più frequente e più costante delle famiglie. Bisogna coinvolgerle. Non è solo la morte di Christopher ad aver acceso questa scintilla: c’è un bisogno quotidiano di sostegno educativo ai ragazzi, nelle scuole ne capitano tante e c'è tanto lavoro da fare. C'è bisogno di formazione e d'informazione».
L’iniziativa dell’arcivescovo Valentinetti segue di poche ore quella del prefetto di Pescara Flavio Ferdani, che giovedì scorso ha riunito il mondo della scuola e non solo per firmare un protocollo per il corretto utilizzo del web e dei social da attuare nelle scuole durante il prossimo anno scolastico con incontri ad hoc con gli studenti delle medie e delle superiori.

