Vandali contro il lido El Dorado Si ipotizza un dispetto al titolare

Preso di mira lo stabilimento dell’ex calciatore del Pescara, Fabrizio Pisano: è l’ennesimo episodio Tra i clienti c’è chi punta il dito contro un gruppo di ragazzi che avrebbero minacciato l’imprenditore
FRANCAVILLA. Vandali in azione nella notte tra domenica e lunedì allo stabilimento El Dorado, in via Aldo Moro, dove ignoti si sono divertiti a tagliare sdraio e lettini approfittando del buio della notte. Ad accorgersi dell’accaduto è stato il titolare, Fabrizio Pisano, ex calciatore del Pescara che, quando ieri mattina è arrivato per aprire l'attività, ha trovato cinque lettini e una sdraio con il telo completamente tagliato.
Non è la prima volta che accade e per questo, Pisano, dopo aver denunciato l’accaduto ai carabinieri ha voluto avvisare anche il sindaco Antonio Luciani: «È accaduto già altre volte, anche durante questa stagione», commenta amareggiato. «Una volta ci hanno portato via dei lettini, in un’altra circostanza c’è stato un piccolo furto nello stabilimento. Già è un’estate complicata per il virus, se ci si mettono anche i vandali diventa insostenibile».
Pisano, che ha denunciato ogni attacco subito nel corso di queste settimane alle autorità, non vuole pronunciarsi su quelli che possono essere stati i motivi di tale gesto, ma tra i clienti dello stabilimento e chi conosce l’ambiente l’idea più gettonata pare essere quella della vendetta.
«Sarebbe un’ipotesi troppo triste per essere vera», si limita a dire il titolare, ma da quanto raccontato da più persone, sembra che Pisano sia stato costretto a riprendere più volte un gruppo di ragazzi che nella vicina spiaggia libera continuava a non rispettare nessuna misura anti Covid e a disturbare la quiete degli ospiti del suo stabilimento. In base a quanto riferito, dopo i vari rimproveri del gestore rivolti al gruppo di adolescenti, i toni si erano fatti sempre più accesi. Tanto che, alcuni di questi giovani, neanche maggiorenni, per rispondere ai rimbrotti avrebbero promesso ritorsioni. Non a caso, anche sui social, dove la notizia ha rapidamente acceso il dibattito, la spiegazione più gettonata è quella della vendetta. Chi ha agito ha approfittato del buio della notte, ha studiato il passaggio della sorveglianza per non essere sorpreso e, anche grazie all’assenza di telecamere di sorveglianza ha portato a termine la sua idea: «Una cosa è certa: chi l’ha fatto ha utilizzato una lama. Un taglierino o un coltello. E pensare che c’è gente che va in giro con i coltelli non mi fa essere tranquillo», continua Pisano, che poi aggiunge: «Non ho mai voluto installare telecamere di sicurezza, ma adesso basta. Dopo l'ennesimo attacco sono costretto a metterle. Non posso rischiare di continuare a lavorare in queste condizioni. Anche questa volta ho subito un danno di diverse centinaia di euro. Ma al di là del valore economico, è la ripetitività con cui i vandali colpiscono il mio stabilimento a farmi passare alle contromisure».
Intanto, oltre alla solidarietà arrivata da più parti, nella mattinata di ieri è stato anche il sindaco Luciani a fare visita al balneatore, appena dopo aver saputo quanto successo. Così facendo, il sindaco ha voluto manifestare la vicinanza dell’amministrazione a Pisano, condannando fermamente il gesto. Sull’episodio indagano i carabinieri.
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