Vandali e degrado: la Strada parco in stato di abbandono

Pensiline con i vetri infrante, panchine in legno malridotte e fontanelle a secco. I residenti: il fallimento di un progetto
PESCARA. Le pensiline posizionate anni fa lungo la strada parco hanno i vetri infranti o completamente inesistenti. Le lastre di vetro che ancora si reggono ai pilastri, sono imbrattate con scritte e scarabocchi disegnati con gli spray colorati. Lungo i marciapiedi si rischia di incespicare nei fili scoperti che fuoriescono da blocchi di plastica.
Le panchine di legno sono malridotte e traballanti. I blocchi di cemento decorativi sono diventati contenitori per l'immondizia. Le fontanelle sono a secco, avvizzite dall'incuria. Il degrado del tratto pescarese della strada parco, che scorre a cavallo tra la pista ciclabile (di competenza del Comune) lato monte e della carreggiata lato mare (ambito Tua), è segnalato dai comitati Greenway che da anni combattono contro il passaggio di qualsivoglia mezzo di trasporto sull'ex tracciato ferroviario di collegamento tra Montesilvano e Pescara.
«Le pensiline», spiega Maurizio Biondi, esponente del comitato cittadino, «rappresentano la parte più vulnerabile di una infrastruttura incompiuta. Come la mantellina di asfalto che si sta progressivamente sgretolando senza manutenzione da 25 anni, senza parlare dell'impianto di elettrificazione aerea: inutile, costoso, ridondante».
«Il "corpo" della strada parco si degrada perché abbandonato», sottolinea Biondi, «ma l'anima, rappresentata dalla moltitudine di cittadini che ne fruisce in maniera consona, è ben viva».
Gli oleandri invadono parte della carreggiata della pista ciclabile, ma per gli ambientalisti di Greenway «sono rigogliosi e profumati, non rappresentano un problema. I ciclisti e i pedoni usufruiscono correttamente del corridoio verde e della carreggiata e snobbano una pista ciclabile incompleta e pericolosamente adiacente a un marciapiede insufficiente, soprattutto nel tratto tra via Leopoldo Muzii e via Milite Ignoto».
Per i comitati che difendono la strada parco, è «il viale più frequentato di Pescara insieme alla riviera (anche grazie al mercatino rionale) come dimostrano le ordinanze del sindaco Carlo Masci ai tempi del confino Covid. Purtroppo, chi amministra si ostina a credere in un progetto sbagliato, fallito», come quello dei mezzi di trasporto a cui sta lavorando anche la società regionale del trasporto pubblico, Tua. «Sarebbe bello, invece, che la strada parco fosse riconosciuta come greenway naturale nel cuore della città», conclude Biondi.
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