Vanzina commosso «Grazie Pescara, hai salvato mia moglie»

Il regista premiato ricorda la grande paura dell’estate 2015 «A Roma non avrei trovato medici ospedalieri così bravi»
PESCARA. Enrico Vanzina ha ritirato il Delfino d’oro con gli occhi lucidi per la commozione, sciogliendosi in un abbraccio con il sindaco Marco Alessandrini e il presidente del consiglio comunale Francesco Pagnanelli.
Il comitato dei saggi lo ricorda perché, recita la corposa motivazione che accompagna il riconoscimento, «è cresciuto respirando storie, scenari e personaggi della grande commedia all’italiana, di cui da grande è diventato produttore e campione al botteghino, insieme al fratello Carlo».
Tutta Pescara, che gli ha già tributato il premio Flaiano, lo ringrazia oggi «per l’affetto che riserva alla città dell’amico Ennio Flaiano e dove spesso ritorna per raccontarsi e raccontarlo». Lui, invece, del capoluogo adriatico ricorda soprattutto «la competenza, la professionalità e l’umanità» dei medici dell’ospedale civile che, nell’agosto 2015, operarono d’urgenza sua moglie, in preda a dolori lancinanti a causa di un’occlusione intestinale.
Il suo grazie al primario Massimo Basti e alla sua équipe, Enrico Vanzina lo ha voluto esprimere pubblicamente ieri mattina davanti a centinaia di persone, accorse per il consiglio comunale solenne.
«Hanno salvato la vita di mia moglie, se fosse successo a Roma non sarebbe stata la stessa cosa», dice il regista e produttore cinematografico, «Quell’estate sono venuto per parlare di Flaiano e, dopo quello che è successo a mia moglie, il rapporto che già avevo con Pescara è diventato più forte. La competenza e la professionalità dei suoi medici e delle sue istituzioni le fanno onore. Flaiano, che ho conosciuto benissimo per la grande amicizia che lo legava a mio padre, diceva di sé di sentirsi un pescarese-romano. Per me invece è l’inverso: da romano mi sento anche un po’ pescarese».
Dopo aver citato l’indimenticato Gino Paolo, Vanzina si lascia andare ad alcuni commenti sul capoluogo adriatico.
«Sono fiero e orgoglioso», aggiunge, «di ricevere questo Delfino d'oro in una città che ho scoperto tardi nella mia vita, ma che è entrata nel mio cuore per tante ragioni. Pescara è una città simpatica, fatta di gente allegra. Mi ricorda Ipanema per le sue strade che si intersecano con il mare. E’ situata al centro dell’Italia, ma in realtà è un posto poco raccontato e percepito male. Nel mio piccolo mi impegnerò, perché vorrei cercare di essere vicino a Pescara come Pescara lo è stata con me». (y.g.)
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