«Variante al Prg per far ripartire l’edilizia»

LETTOMANOPPELLO. Inizia con una elencazione dei valori, delle condizioni di vivibilità del paese storiche e recenti, delle attività di ogni genere che in esso si svolgono e di tanto altro, tutti...
LETTOMANOPPELLO. Inizia con una elencazione dei valori, delle condizioni di vivibilità del paese storiche e recenti, delle attività di ogni genere che in esso si svolgono e di tanto altro, tutti elementi in cui la lista “LiberaMente”, capeggiata da Donato Di Renzo, sposato, due figli, impiegato presso l'ufficio del piano sociale di Manoppello, crede a vuole ispirarsi qualora si affermasse alle imminenti elezioni amministrative.
I temi che vengono proposti verso i quali si intende impiegare energie per migliorare le condizioni del paese interessano in primis la difesa del suolo. «Un territorio, il nostro», afferma Di Renzo «soggetto a dissesti idrogeologici e ad elevato rischio sismico, che meritano particolare attenzione ed impegnativi interventi di risanamento, oltre quelli già messi in atto».
Altro vulnus da pianificare quello dell'assetto territoriale dal punto di vista urbanistico. «In tanti non hanno potuto realizzare opere da almeno un decennio», spiega ancora il candidato sindaco «per la mancata approvazione della variate al piano regolatore. Uno strumento che intendiamo rinnovare, proponendo un piano sovracomunale con il coinvolgimento dei comuni vicini, visti gli alti costi di queste progettazioni e per meglio amministrare il territorio».
Nel programma di Di Renzo c'è anche l'indirizzo a dotarsi in un Piano energetico comunale che dovrà vincolare i nuovi edifici a essere ad alta efficienza energetica a cominciare da quelli pubblici. Fra le tante altre proposte per lo sviluppo delle attività culturali, sportive e lavorative, spicca quella, che per lo schieramento di Di Renzo dovrà avere priorità assoluta, attinente allo sfruttamento della risorsa idrica e della sua gestione, per la quale si prefigura di poter realizzare una industria di imbottigliamento, visto che è in atto un progetto di captazione delle acque, già finanziato ed ammesso a procedimento di gara. Per lo sviluppo di questo settore si pensa di potersi sganciare dalla gestione dell'Azienda acquedottistica Aca, «studiando un percorso finalizzato a restituirla al Servizio idrico integrato del Comune».(w.te.)

