Varianti, occorre la quarta dose: la Regione ha un piano d’attacco

8 Maggio 2022

Oltre 8mila cittadini l’hanno già fatta. Verì conferma il nuovo allarme: ci faremo trovare pronti

Il dilagare della Omicron 2, l’allarme per le nuove varianti, i timori per l’allentamento delle restrizioni e per quello che può accadere ora e nel prossimo autunno: l’Abruzzo è preoccupato e si rigetta nella campagna di vaccinazione anti-Covid. Così, mentre la Regione sta studiando un nuovo piano per le somministrazioni – «per farci trovare pronti per l’autunno», come dice l’assessore alla Salute Nicoletta Verì – si è impennato improvvisamente il numero degli abruzzesi a rischio di complicanze che ha deciso di tornare negli hub per ricevere la quarta dose. L’hanno già ricevuta oltre 8mila persone, ma il numero cresce rapidamente: il ritmo ingranato è di circa 2.500 alla settimana, nonostante al momento possano ricevere la nuova dose booster soltanto ultraottantenni e i fragili con almeno 60 anni. «Fa piacere che ci sia una ripresa nelle vaccinazioni e quindi una attenzione sulla fragilità», commenta l’assessore, «la quarta dose è fondamentale per le fasce a rischio e anche per evitare focolai in Rsa e centri anziani».
IL nuovo PIANO
VACCINI REGIONALE
«Il virus non è cessato, purtroppo ci sono ancora vittime e c’è un allarme per le varianti e per quello che potrà accadere in autunno, subito dopo il prevedibile calo con il caldo estivo», premette l’assessore Verì, continuando: «Per la vaccinazione abbiamo un modello rimodulabile sul territorio, che oltre agli hub ha visto un grande contributo di farmacie e medici di famiglia. Ora stiamo elaborando una riorganizzazione in vista dell’autunno, ma che sarà realtà prima dell’arrivo della stagione. Nei giorni scorsi abbiamo effettuato una riunione per questo e avviato una fase di analisi della situazione. È chiaro però che attendiamo anche di capire quale saranno gli indirizzi del Governo, a partire da se e quando la quarta dose sarà aperta a tutta la popolazione».
L’IMPENNATA
DELLE QUARTE DOSI
Nel frattempo, in attesa della riorganizzazione, le fasce a rischio della popolazione possono ricevere la quarta dose recandosi negli hub vaccinali senza prenotazione. Lo ricorda Maurizio Brucchi, responsabile regionale della campagna di vaccinazione, che parla di «un segnale positivo nelle somministrazioni, ora dobbiamo insistere, anche con la comunicazione. La quarta dose è infatti importante per le categorie più fragili, che rischiano ancora complicanze in caso di contagio anche con Omicron. Devono farla ora: sia perché rischiano adesso con i grandi numeri dei contagi, ma anche per sviluppare una protezione aggiuntiva in caso di recrudescenza del virus in autunno».
Il segnale positivo di cui parla Brucchi è l’impennata che ha portato le quarte dosi somministrate in regione a quota 8.393, in gran parte effettuate in meno di un mese. Dopo una partenza lenta ora hanno infatti raggiunto il ritmo di 2.500 alla settimana con picchi giornalieri anche oltre 700. Ad averla ricevuta sono in larghissima parte gli ultraottantenni: ben 7.089, pari al 6,06% dell’intera popolazione di questa fascia di età. Sono invece 1.304 le quarte dosi somministrate complessivamente alle altre fasce di età, tutte sotto all’1%, compreso over 60 e over 70 che possono riceverla se “fragili”.
CHI PUò RICEVERE
LA QUARTA DOSE
Al momento la quarta dose booster è stata autorizzata soltanto per tre categorie di persone, se però hanno ricevuto la terza più di quattro mesi fa. Per primi agli ultrafragili, che l’hanno ricevuta prevalentemente nelle strutture sanitarie. Poi anche agli over 80, fascia di età che si è dimostrata la più a rischio contro il virus. L’ultimo report di sorveglianza dell’Istituto superiore di Sanità conferma come gli over 80 abbiano un tasso di mortalità più di dieci volte superiore alla fascia tra 60 e 79 anni.
La quarta dose è stata già autorizzata anche per i fragili over 60, che sono cioè affetti da altre patologie indicate in un elenco ministeriale. Tra le malattie respiratorie: fibrosi polmonare idiopatica; malattie respiratorie che necessitano di ossigenoterapia. Tra le malattie cardiocircolatorie: scompenso cardiaco in classe avanzata; pazienti post shock cardiogeno. Tra le malattie neurologiche: sclerosi laterale amiotrofica e altre malattie del motoneurone, sclerosi multipla, distrofia muscolare, paralisi cerebrali infantili, miastenia gravis, patologie neurologiche disimmuni. Poi il diabete o altre endocrinopatie severe: diabete di tipo 1, di tipo 2 in terapia con almeno due farmaci per il diabete, morbo di Addison, panipopituitarismo. Tra le malattie epatiche, invece, la cirrosi epatica. Tra le malattie cerebrovascolari: evento ischemico emorragico cerebrale con compromissione dell’autonomia neurologica e cognitiva, Stroke nel 2020/2021, Stroke antecedente al 2020 con ranking maggiore o uguale a 3 Tra le emoglobinopatie: talassemia major, anemia a cellule falciformi, altre anemie gravi. Tra le patologie elencate, anche la fibrosi cistica, la sindrome di Down e la grave obesità (Bmi superiore a 35). Rientrano tra i fragili anche coloro che hanno una disabilità (fisica, sensoriale, intellettiva e psichica) gravi ai sensi della legge 104/1992 art.3 comma 3.