Vasche di acqua sulfurea nel parco Lavino

20 Agosto 2023

Gli invasi, ampliati dal Comune, sono ora un’attrazione turistica. Di Fiore: diventerà paradiso termale

SCAFA. Nascono due vasche naturali di acqua sulfurea lungo le sponde del fiume Lavino, a Scafa. E l'area, nel prossimo futuro, è destinata a diventare un «piccolo paradiso termale» che nelle ultime settimane sta attirando centinaia di turisti provenienti anche dall'estero. «In principio erano delle vene di acqua surgiva», spiega il sindaco Giordano Di Fiore che annuncia il progetto messo a punto con il vice Gianni Chiacchia, assessore con delega al turismo e al parco Lavino, «noi le abbiamo spianate e allargate fino a farle diventare degli invasi, dei laghetti, che raggiungono un diametro di 20 metri per 30, per una cinquantina di centimetri di altezza, allo scopo di consentire una leggera immersione dei bagnanti. E ora sono a disposizione dei frequentatori del parco Lavino che nel giorno di Ferragosto ha ospitato 3mila turisti abruzzesi, inglesi, polacchi, cecoslovacchi e giapponesi».
«Sono pozze di acqua ghiacciata, ma riscaldata dal sole, che fa bene alla pelle, secondo alcuni studi tecnici realizzati, ma senza scopi terapeutici», precisa il sindaco, «non abbiamo volutamente dato profondità alle pozze proprio per dare la possibilità ai visitatori di immergersi in sicurezza nei pochi centimetri e avvertire il benessere delle nostre acque», non potabili, conosciute per la tonalità di azzurro che rendono l'ambiente ancora più suggestivo. Il progetto segue la scia di «un’idea lanciata anni fa dal sindaco Luigi Sansovini», scomparso da tempo, «che ci parlava sempre di vasche di acqua riscaldata cattura turisti. E ora questa amministrazione ha dato forma a quella idea» che oggi incanta gli operatori dell'immagine. Operatori che nei giorni scorsi hanno trasformato quel bacino sulfureo, circondato da folta vegetazione e immerso in una distesa di terra e pietra, in un set fotografico di grande attrazione. E inoltre, prosegue il sindaco, «ci arrivano richieste per far passeggiare i cavalli lungo le sponde del Lavino e stiamo cercando altre risorse economiche per realizzare il quarto ramo di pista ciclopedonale verso Roccamorice». Aggiunge, Chiacchia, che il progetto è molto più ampio: «Questi due invasi di acqua sulfurea costituiscono la base per un futuro turismo termale. Ma intanto è allo studio un progetto per allungare la pista ciclabile in direzione di Piano D'Orta per creare un suggestivo percorso che attraversa tre fiumi, il Pescara, il Lavino e l'Orta, con una apertura in direzione di Alanno fino a raggiungere l'oratorio della Madonna della Croce a Pietranico, ricalcando tracciati già esistenti». E, infine, «stiamo lavorando ad un progetto di apertura di un sentiero che collegherebbe il Lavino alla miniera del Pilone ad Abbateggio», conclude.