Vende la propria bici ma è lei a pagare: presi clienti-truffatori

18 Febbraio 2021

FRANCAVILLA. Due uomini, un 55enne di Faenza e un 35enne della provincia di Firenze, sono stati denunciati dai carabinieri di Francavilla alla procura della Repubblica di Chieti, dopo aver truffato...

FRANCAVILLA. Due uomini, un 55enne di Faenza e un 35enne della provincia di Firenze, sono stati denunciati dai carabinieri di Francavilla alla procura della Repubblica di Chieti, dopo aver truffato una ragazza che vive in città. Nei giorni scorsi la giovane ha messo in vendita una bici professionale da corsa su internet, al prezzo di 250 euro. Poco dopo è stata contattata telefonicamente da un uomo, che senza contrattare, e in maniera sbrigativa, ha accettato il prezzo, fornendo alla proprietaria le istruzioni su come ricevere il denaro, attraverso un sportello Atm. E lei, che non conosce quella prassi, si fida di quello che poi si rivelerà il truffatore.
Così, si reca allo sportello bancomat più vicino e in diretta telefonica segue tutte le indicazioni che il suo interlocutore le fornisce. La sorpresa però arriva al termine dell'operazione: invece di ricevere la somma di 250 euro, si rende conto di aver bonificato lei, la cifra, all’acquirente. La conferma di quanto accaduto la riceve via sms, con un messaggio dalla banca che le comunica l’avvenuto bonifico in uscita. Incredula e arrabbiata per l’accaduto, la ragazza va immediatamente dai carabinieri della locale stazione, racconta i fatti e sporge denuncia. I militari, dopo le indagini, riescono a scoprire che sia il titolare del numero di telefono usato dal truffatore per contattarla, sia l'intestatario del numero di conto corrente bancario sul quale la vittima ha inconsapevolmente fatto il bonifico, risultano pregiudicati per reati specifici. Per questo le due persone, rintracciate dai militari, sono state denunciate per truffa e ora dovranno risponderne davanti all'autorità giudiziaria.
Questo genere di truffa, dove il malcapitato crede di ricevere, mentre sta dando denaro, non è affatto nuova. Pochi mesi fa una commerciate di Francavilla era incappata nella stessa trappola, dopo che una cliente aveva chiesto telefonicamente la possibilità di pagare dei prodotti con un procedimento analogo, utilizzando sempre uno sportello bancomat. Anche in quella circostanza, l'operazione eseguita dalla vittima si era rivelata una disposizione di denaro in favore del truffatore. Adesso l'invito degli inquirenti è quello di diffidare da operazioni anomale o delle quali non si conoscono i meccanismi. Spesso si nascondono delle truffe e recuperare il maltolto non è mai cosa semplice. (a.d.s.)