Vendite semplificate dei beni comunali Ma è polemica del Pd
PESCARA. Ieri mattina il consiglio ha approvato, con i soli voti della maggioranza, una delibera che prevede procedure più semplici per la vendita dei beni patrimoniali del Comune. In pratica, viene...
PESCARA. Ieri mattina il consiglio ha approvato, con i soli voti della maggioranza, una delibera che prevede procedure più semplici per la vendita dei beni patrimoniali del Comune. In pratica, viene ammessa la trattativa privata anche con un solo soggetto, qualora la condizione giuridica e/o quella di fatto del bene rendano non praticabile per il Comune il ricorso al sistema dell’asta pubblica. Viene ammessa anche la trattativa privata diretta, qualora il valore del bene da alienare non sia superiore a 15mila euro, a condizione che ci sia, ad esempio, un unico proprietario confinante.
Ma il Pd ha sollevato una polemica. «La semplificazione non c’entra nulla con la delibera che prova a svendere il patrimonio collettivo», ha detto il capogruppo Piero Giampietro, «con la trattativa diretta e nei fatti riservata, i cittadini perdono il controllo sul patrimonio di tutti e questo è un aspetto molto grave che va al di là del valore dei beni cedibili con questa formula». «Gli uffici», ha aggiunto, «non sono inondati da queste operazioni e, dunque, non saranno agevolati dalla vendita diretta. Anzi, abbiamo condotto una ricerca tra i Comuni più avanzati e innovativi e nessuno si è sognato di agevolare la trattativa diretta e riservata per vendere il patrimonio pubblico».(a.ben.)
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