Vengono dagli Usa per sposarsi nella chiesa dei nonni
Montesilvano, Joseph e Hilary dall’Ohio con i parenti Ieri le nozze a Sant’Antonio dove si unirono Italo e Fiorina
MONTESILVANO. È tornato appositamente da Cleveland, nell’Ohio, uno dei posti più belli degli Stati Uniti, per unirsi in matrimonio a Montesilvano nella centralissima e storica chiesa di Sant’Antonio dove nel lontano 1950 si sposarono i suoi nonni, Italo Pacetti e Fiorina Nebuloso.
Un’esperienza davvero emozionante per un giovane direttore di supermercato come Joseph Pacetti, 29 anni, che ieri pomeriggio è convolato a giuste nozze con la 25enne Hilary Seagraves, dipendente statale.
L’abruzzese di seconda generazione è la terza volta che torna nella città paterna, mentre per la sposa si tratta della prima volta in senso assoluto come, d’altra parte, per le 32 persone al seguito, tra amici di famiglia e parenti stretti che hanno approfittato dell’occasione per conoscere più da vicino una terra dalle mille peculiarità così come è stata definita a più riprese dallo sposo.
All’organizzazione logistica dell’evento ha pensato il noto imprenditore Dino Nebuloso, figlio dell’intramontabile Leonetto, storico capo tifoso del Pescara Calcio, che ha organizzato nei minimi dettagli il viaggio e soprattutto le prove tecniche per superare i problemi di lingua dei diretti interessati e degli ospiti.
«È un sogno che si realizza», riferisce senza nascondere l’emozione e in un italiano comprensibilmente approssimativo Joseph Pacetti, «in questo modo abbiamo coronato anche il desiderio di mio padre che non tornava in Abruzzo da più di quarant’anni».
«È fantastico», va avanti, «e con mia moglie non nascondiamo affatto l’emozione di un viaggio che abbiamo curato con impegno e passione. È davvero un piacere essere qui con tanti cari amici che ci hanno seguito senza batter ciglio, per il giorno più importante della nostra vita. Staremo a Montesilvano fino al 13 agosto e nel frattempo il buon Dino ci guiderà attraverso le bellezze artistiche e naturalistiche del territorio con visite già programmate all’Aquila e in altre città storiche come Penne e Atri».
«I miei amici», continua Joseph, «sono delle buone forchette e quindi ci sarà l’opportunità per gustare prodotti tipici come gli arrosticini assieme a primi e secondi piatti di cui si sono già informati bene prima di partire. Ci sposteremo anche ad Arcevia e Cupra Marittima, nelle Marche, per salutare dei vecchi amici di famiglia con i quali abbiamo mantenuto contatti soltanto a livello telefonico».
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