Verdi, neri e zuccherini impazza la raccolta dei fichi

31 Agosto 2018

TOCCO DA CASAURIA. Un fico non si nega a nessuno. Se si gira un po' per il territorio di Tocco è facilissimo imbattersi in tantissime piante di fichi carichi di frutti fino a piegare i rami. Sono...

TOCCO DA CASAURIA. Un fico non si nega a nessuno. Se si gira un po' per il territorio di Tocco è facilissimo imbattersi in tantissime piante di fichi carichi di frutti fino a piegare i rami. Sono belli, rigogliosi, invitanti tanto che non si resiste a coglierne qualcuno e a mangiarlo. Tranquilli, anche se ci fosse il proprietario del terreno non direbbe niente, anzi inviterebbe a farsene una scorpacciata «altrimenti si perdono», dicono «restano sulla pianta e vanno a male». Le varietà più diffuse sono l'albachiara o fico dell'abate, la culummara bianca o fico di san Giovanni, il dottato detto anche ottata, il fracazzano bianco o ficazzana, tutte con buccia verde e interno arancione, ma si trova anche la casciteddha o fica nera dalla buccia rosso scuro e polpa rossastra vivace. Di varietà ce ne sono tante altre, con minore frequenza. Durante il mese appena trascorso, squadre di giovani si sono impegnate in una raccolta assidua e giornaliera, ottenendo, soprattutto nelle coltivazioni private, centinaia di quintali, portati subito nei punti vendita del paese o dei centri vicini per ricavare la giusta remunerazione di tanto lavoro, sudore e fatica. E l'attività non è finita, perché almeno le prime due settimane di settembre promettono fecondità, salvo piogge e temporali che possono danneggiare i frutti. Una produzione di nicchia e del sommerso che però riesce a garantire quel minimo per ripagare lo sforzo per mantenere vivo l'amore ed il rispetto per la Natura benevola e prodiga. E chi, avendone tanti nell'orto o in giardino e non riesce a smaltirli tutti, neanche dopo aver elargito cestini regalo agli amici, li utilizza per ottime marmellate da consumare anche nel corso delle grigie giornate invernali.(w.te.)