Verso l’accordo su bilancio e caso Gatti

Il sì della Lega alla nomina nella Corte dei conti passa per le leggi volute da Salvini: Marcozzi (M5S) svela un dietro le quinte
L’AQUILA. “B” come bilancio, ma anche come baratto. È l’ipotesi politica che l’opposizione del M5S fa sulle manovre in atto nel centrodestra in Regione. Il baratto sarebbe tra il via libera alla nomina di Paolo Gatti nella sezione abruzzese della Corte dei conti – voluta dal governatore Marco Marsilio (Fdi) e dal presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri (Forza Italia) – in cambio del sì alla dotazione economica che parte da un milione ma punta 7 milioni di euro per le proposte di legge che la Lega è riuscita a far inserire in extremis, e sotto forma di due foglietti scritti a penna come se fossero pizzini, nella delibera di giunta sul bilancio. Un do ut des politico ancora ipotetico ma che, in qualche modo, ha trovato una possibile conferma attraverso due decisioni rinviate d’acchito e che viaggiano con un parallelismo perfetto. Il presidente Sospiri, ha infatti annunciato ieri pomeriggio la variazione della data prevista per la seduta di Consiglio regionale dedicata all’esame del Documento di economia e finanza regionale (Defr). Il nuovo calendario prevede che i lavori assembleari inizino il 27 dicembre, con possibile prosecuzione a sabato 28, e non più il 20 e il 21 dicembre imminenti. Lo stesso Sospiri, nella riunione dei capigruppo, ha comunicato che sul caso Gatti deciderà se fare o no dietrofront solo dopo aver letto il parere richiesto all’avvocato Giovanni Giardino, dirigente dell’Ufficio legislativo. Due rinvii che hanno innescato reazioni e sospetti dell’opposizione, anche se Sospiri addebita alla minoranza i motivi del consiglio slittato a dopo Santo Stefano. E scrive: «Ho ritenuto di dare seguito all’istanza dei capigruppo d’opposizione che hanno chiesto di avere maggiore tempo per esaminare il documento della Giunta e proporre eventuali emendamenti in commissione bilancio». Poi aggiunge: «A differenza del Governo nazionale, noi lasciamo il giusto spazio alle opposizioni per fare le proprie osservazioni».
Ma la replica di Sara Marcozzi, capogruppo dei 5 Stelle, è caustica: «In occasione della prima giornata della sessione del bilancio della Regione Abruzzo, abbiamo assistito a modalità di presentazione di documenti che non sarebbero potuti uscire nemmeno dalla fantasia di uno scrittore, per tutta l’improvvisazione con cui sono stati scritti».
Marcozzi si riferisce al “pizzino”, con proposte di legge e importi a cinque e sei zeri, scritto a penna e allegato alla delibera. Sono proposte che per la Lega rappresentano una questione di vita o di morte: le vuole il capo politico Matteo Salvini e riguardano il sociale, gli anziani e il benessere.
L’opposizione pentastellata incalza: «Ciò che lascia allibiti è il contenuto di questo pizzino. Infatti hanno inserito la promessa di approvazione e finanziamento di proposte di legge, quasi tutte operazioni bandiera della propaganda leghista, mai discusse in commissione», afferma Marcozzi che quindi ipotizza uno scambio in atto nel centrodestra dove, grazie ai rinvii, le spaccature potrebbero sanarsi nelle prossime ore: «La sola cosa che possiamo sperare», dice, «è che i due punti di frizione (nomina di Gatti, finora bocciata dalla Lega che però vuole raggiungere l’obiettivo delle proprie leggi, ndr) non siano collegati l’uno all’altro per ritrovare serenità interna al centrodestra». Entra nel merito invece il Pd: «Grande delusione per il Documento di economia e finanza: la discussione in aula conferma tutti i timori che avevamo evidenziato. Il provvedimento sottolinea i risultati sul fronte del Pil e dell’occupazione raggiunti nel 2018 dal centrosinistra e i fondi del Masterplan, tanto osteggiato dalla destra oggi al potere. Per il resto nulla. Nessuna iniziativa, neanche un’idea», è il commento del capogruppo Silvio Paolucci al termine della prima giornata della sessione di Bilancio, trascorsa in prima commissione anche ad ascoltare i portatori d’interesse.
Ma l’attesa è tutta per il parere sulla designazione di Gatti. E citando Peter Sellers c’è chi si chiede se il centrodestra andrà oltre Giardino.

