Vertice sull’ospedale di Penne Il Comitato chiede garanzie

PESCARA. «Abbiamo chiesto che l'ospedale di Penne venga ridisegnato nella sua classificazione, da ospedale di area disagiata ad ospedale con sede di pronto soccorso». Queste le prime parole del...
PESCARA. «Abbiamo chiesto che l'ospedale di Penne venga ridisegnato nella sua classificazione, da ospedale di area disagiata ad ospedale con sede di pronto soccorso». Queste le prime parole del dottor Nicola Spoltore, membro del comitato Salviamo l'ospedale di Penne, all'uscita dal vertice che si è tenuto ieri in prefettura alla presenza del presidente della Regione Luciano D'Alfonso e di Alfonso Mascitelli, direttore dell’Agenzia sanitaria regionale. «C'è stata disponibilità da parte del governatore D'Alfonso e del dottor Mascitelli», ha spiegato ancora Spoltore, «ma i numeri che loro ci hanno mostrato sono stati posti come un vero e proprio muro». Insomma, la sensazione è che la Regione e la Asl possano cedere su qualcosa (si è parlato di un'ambulanza in più e qualche posto letto da salvare), ma alla fine l'intenzione è quella di far diventare l'ospedale San Massimo un presidio di area disagiata. La trattativa con i vertici regionali e sanitari è tuttavia solo all'inizio e il comitato non ha intenzione di mollare la presa. «Continueremo a difendere le ragioni della nostra comunità e in difesa del presidio ospedaliero», ha detto ancora Spoltore. A sostenere le ragioni del comitato di protesta, che conta su Facebook oltre 4.500 sostenitori, vi sono tutti i sindaci dell'area vestina. Anche i primi cittadini di due Comuni del Teramano, quelli di Arsita e di Bisenti, hanno sostenuto la protesta.
Il tavolo di lavoro continuerà anche nelle prossime settimane e il presidente della Regione ha fatto sapere l'intenzione di invitare alcuni tecnici sanitari per poter studiare possibili soluzioni per l'ospedale San Massimo, di Penne. La certezza è che ridimensionando profondamente l'ospedale di Penne tutta l'area vestina potrebbe avere disagi enormi nel ricevere un'assistenza sanitaria adeguata e puntuale. Soprattutto nei mesi invernali, ad esempio, è impensabile raggiungere in tempi celeri l'ospedale di Pescara dalle zone più interne dell'area vestina.
Francesco Bellante
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