Verzulli: «Salvaguardare i Lea e garantire le vaccinazioni»

PESCARA . Salvaguardare i Lea, e garantire l’applicazione della legge sui vaccini. Sono due delle richieste che Dario Verzulli (nella foto), presidente di Abruzzo Autismo, rivolge al nuovo governo.«Ci...
PESCARA . Salvaguardare i Lea, e garantire l’applicazione della legge sui vaccini. Sono due delle richieste che Dario Verzulli (nella foto), presidente di Abruzzo Autismo, rivolge al nuovo governo.
«Ci spaventa molto l’approccio di Lega e M5s ai vaccini», dice. «Io non sono un esperto, ma mi affido al giudizio di scienziati di fama internazionale, secondo i quali è provato che i vaccini non hanno alcuna attinenza con l’autismo. Sarebbe sbagliato», osserva, «tornare indietro. Il Governo, se ritiene, deve approfondire la questione, o imporre quello che serve per la salute pubblica».
La seconda richiesta si riferisce ai Lea (livelli essenziali di assistenza). Circa un mese fa una sentenza del tribunale di Vasto ha imposto alla Asl di prendere in carico 4 bambini autistici per un intervento riabilitativo di 15 ore settimanali, nel rispetto delle Linee guida nazionali per l'autismo e con le metodologie Aba-Teacch-Denver, le più efficaci per l'acquisizione di autonomie e competenze. «È passato un mese», dice Verzulli, «ma ancora quelle famiglie non hanno ricevuto un segnale. Le leggi in Italia ci sono, ma se poi non vengono applicate, o disattese, è tutto inutile. Altro grido di allarme che rivolgo agli amici leghisti, che da una parte apprezzo, ma dall’altra mi mettono ansia, riguarda l’ultima conferenza Stato-Regioni, nel corso della quale il Veneto ha presentato un emendamento che tentava di inserire il principio che i nuovi Lea diventano applicabili per le regioni solo in presenza di disponibilità adeguate. Fortunatamente, l’emendamento non è passato. Tra l’altro, alcune attività riabilitative non sono ancora accessibili perché il governo deve stabilire le nuove tariffe». Nei nuovi Lea sono comprese anche le prestazioni per le persone affette da autismo. «Significa che, se fosse passato l’emendamento, non ci sarebbe stato più alcun obbligo per le Regioni di prendere in carico questi pazienti».
Intanto, la prossima settimana, la questione della sentenza disattesa tornerà all’attenzione dei tribunali. «E stavolta», conclude Verzulli, «sarà nelle aule penali». (a.bag.)

