Vetrina del bar sfondata con l’auto Altri tre colpi di notte sulla riviera

16 Marzo 2024

In via Tiburtina assaltato il Petit Cafè: buttata giù la porta con un mezzo rubato, furto da 4.000 euro E sul lungomare nord presi di mira gli stabilimenti da Apollo a Palm Beach: rubati soldi, bottiglie e bici

PESCARA. La vetrina del bar l’ha sfondata lanciandosi a tutta velocità con un’automobile rubata in zona nella stessa notte e poi ritrovata il giorno dopo dai carabinieri a Rancitelli. Il balordo è entrato in azione tra giovedì e venerdì intorno alle 2: mentre il rumore dei vetri in frantumi si infrangeva sul marciapiede, lui ha fatto irruzione all’interno del locale, Le Petit Cafè, al civico 361 in via Tiburtina, si è diretto mirato verso la cassa e poi ha rubato tra le 20 e le 25 bottiglie di Champagne e vini pregati, distruggendo e prendendo a calci quello che trovava a tiro. Un bottino di circa 1.300 euro che si aggiunge ai danni al locale, stimati dai proprietari Roberto Di Bernardo e sua moglie Federica intorno ai 2.800 euro.
Scene da far west quelle della notte scorsa in via Tiburtina, che si aggiungono agli altri tre furti con spaccata messi a segno negli stabilimenti del lungomare nord nella stessa notte: Apollo, La Capannina e Bacone sono stati assaltati da qualche disperato (uno, in base alle immagini delle telecamere di videosorveglianza privata, ora al vaglio della polizia) alla ricerca di soldi e oggetti da rivendere sul mercato della ricettazione. Ancora da chiarire se dietro ai colpi a raffica ci sia la stessa mano. Fatto sta che dall’inizio della settimana la riviera pescarese è stata colpita a tappeto: qualche giorno addietro ci sono state irruzioni notturne al ristorante Sole e Luna e al ristorante cinese Shang Hai, ancora prima un balordo si era introdotto allo stabilimento Palm beach. Le modalità sono più o meno le stesse: tende tagliate, vetri rotti, pochi contanti rubati (perché ormai nessuno lascia più le banconote nel fondo cassa), assieme a cibo, bottiglie e danni da centinaia di migliaia di euro lasciati in dote agli ignari proprietari che al mattino si ritrovano a fare i conti con sedie e tavolini rovesciati e locali distrutti. «Non se ne può più, è successo tre volte negli ultimi due mesi», sbotta Domenico Pagliari, titolare del lido Apollo, «il mio stabilimento ha subito più danni di tutti. Il ladro ha tagliato la tenda del dehor che avevo appena riparato, ha rubato bottiglie di vino, spumanti e anche una bicicletta elettrica nuova con la quale si è allontanato, prima di andare da Bacone e alla Capannina». «Siamo bersagliati sia in estate che d’inverno, abbiamo pagato anche un guardiano notturno ma non abbiamo risolto nulla», gli fa eco Anthony Di Fabrizio di Palm Beach, reduce da altri due furti avvenuti il 7 e il 1° marzo. Nel filmato ripreso dalle telecamere interne si vede uno straniero con un berretto in testa che si introduce nel locale e, con l’aiuto di una torcia, cerca di farsi luce per cercare qualcosa da arraffare. «C’era qualcuno insieme a lui che è rimasto fuori», racconta Di Fabrizio, «ha rubato bevande, lattine e anche una bicicletta». La richiesta, corale, degli esercenti è «un’attenzione maggiore da parte delle forze dell’ordine». E per questo Paola Pighin che gestisce il ristorante Sole e Luna annuncia «una raccolta firme da presentare al Comune per chiedere un aumento dei controlli in questo tratto di strada». «Da noi sono venuti lunedì alle 9,30 del mattino, in pieno giorno, mentre l’allarme suonava: hanno portato via circa 40 euro in contanti più i danni ancora da quantificare, è assurdo», lamenta la donna.
Il raid più efferato, accompagnato dal bottino più consistente, circa 4.000 euro tra il valore della merce rubata e il locale distrutto, è quello del bar Le Petit Cafè in via Tiburtina. L’automobile rubata, utilizzata come ariete per sfondare la vetrina, è stata ritrovata ieri a Rancitelli, mentre il delinquente è in fuga. «Purtroppo la Tiburtina di notte è terra di nessuno», chiosa Di Bernardo, «io e mia moglie abbiamo impiegato 15 anni della nostra vita per vedere un balordo che distrugge quello che abbiamo creato».
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