Via alle analisi sul virus di chi è ricoverato

L’Abruzzo comincerà a sequenziare con particolare attenzione i campioni di Covid dei ricoverati nei reparti degli ospedali, sia quelli in terapia intensiva che in area medica, per capire il reale...
L’Abruzzo comincerà a sequenziare con particolare attenzione i campioni di Covid dei ricoverati nei reparti degli ospedali, sia quelli in terapia intensiva che in area medica, per capire il reale impatto delle varianti Delta e Omicron tra chi sviluppa la malattia nelle forme più gravi. Lo ha fatto sapere il Direttore generale del Dipartimento Sanità della Regione Claudio D’Amario (nella foto).
L’iniziativa è stata sollecitata dal consigliere regionale Simone Angelosante (Valore Abruzzo), per sapere se nei pazienti ricoverati per Covid sia predominante la variante Delta, come sostenuto dagli esperti, o la Omicron, che resta alla base del corposo aumento di contagi. In Abruzzo, secondo i dati più recenti, l’incidenza di Omicron è circa all’80%, ciò significa che su circa 4.000 positivi giornalieri almeno 800 sono affetti da variante Delta. «Questa stima è fatta però su persone positive nella popolazione generale», sottolinea Angelosante, «spesso asintomatiche. Per questo motivo bisogna conoscere se nelle persone ricoverate il rapporto fra Omicron e Delta sia lo stesso della popolazione non ricoverata. Quando saremo in possesso di questo dato potremo avere risposte più chiare».
L’iniziativa è stata sollecitata dal consigliere regionale Simone Angelosante (Valore Abruzzo), per sapere se nei pazienti ricoverati per Covid sia predominante la variante Delta, come sostenuto dagli esperti, o la Omicron, che resta alla base del corposo aumento di contagi. In Abruzzo, secondo i dati più recenti, l’incidenza di Omicron è circa all’80%, ciò significa che su circa 4.000 positivi giornalieri almeno 800 sono affetti da variante Delta. «Questa stima è fatta però su persone positive nella popolazione generale», sottolinea Angelosante, «spesso asintomatiche. Per questo motivo bisogna conoscere se nelle persone ricoverate il rapporto fra Omicron e Delta sia lo stesso della popolazione non ricoverata. Quando saremo in possesso di questo dato potremo avere risposte più chiare».

