Via Aterno, si riparte dopo un mese e mezzo

Cantiere avviato a luglio con stop a ripetizione. Negozianti esasperati: politici, non chiedeteci voti
PESCARA. Sono «fermi da un mese e mezzo» i cantieri di via Aterno avviati nove mesi fa per rifare marciapiedi, fogne, asfalti. La buona notizia è che, con ogni probabilità, riprenderanno oggi e si concluderanno il 10 giugno.
L’allarme sull’ennesimo ritardo nella conclusione dei lavori, avviati nel luglio scorso da una impresa di Melfi e proseguiti a singhiozzo nel corso dei mesi, arriva dai commercianti della zona, i titolari di un bar, un tabacchi, un alimentari e un panificio, che denunciano «un calo delle vendite del 40%». Per tale ragione, chiedono agli amministratori di velocizzare l’iter per il completamento degli interventi che hanno messo in ginocchio il piccolo comparto commerciale della zona di Villa del Fuoco. Ma attraverso un cartello affisso alle vetrine avvertono gli aspiranti sindaco: «Non disturbate per voti, il voto non si chiede, si merita» lanciano un messaggio forte e chiaro ai candidati alle prossime amministrative: «Non venite solo a fare promesse, risolvete i problemi». Proprio oggi in via Aterno, 260, i negozianti parteciperanno ad una riunione indetta, per fare il punto sui problemi del quartiere, dai candidati Vincenzo D’Incecco e Maria Luigia Montopolino della Lega. I negozianti vogliono la chiusura del cantiere in tempi rapidi e il ripristino del doppio senso di circolazione per permettere agli automobilisti di fermarsi e fare gli acquisti a volo.
Lino Giuliani, tabaccaio: «Abbiamo perso il 40% delle vendite perché qui davanti non si ferma più nessuno. Hanno allargato il marciapiede per creare un rientro della fermata del bus, che si poteva spostare qualche metro più in là. Ora, invece, abbiamo un marciapiede che sembra una piazza e una strada ristretta dove le auto non si possono fermare e altre entrano dall’asse attrezzato contromano creando pericoli alla circolazione. Queste attività sfamano 8 famiglie, ma i nostri incassi scendono e l’ansia aumenta mentre ogni giorno assistiamo alla processione di politici che chiedono il voto». Di qui, il cartello sulle vetrine. Nello storico alimentari a fianco, Flavia Corsetti, analizza: «È un disastro, stiamo cercando di abbassare i costi perché non ce la facciamo più». Sulla stessa barca Emidio D’Antonio, del bar Grifondoro, e la panettiera Virna.

