«Via Battisti è invivibile Torneremo in Procura»

14 Maggio 2017

Il comitato dei residenti fa ripartire la protesta contro i rumori dei locali notturni Segnalate continue violazioni anche per occupazione del suolo e norme igieniche

PESCARA. Si riaccende la protesta dei residenti di via Battisti e piazza Muzii per i rumori notturni provenienti dalla movida. A distanza di alcuni mesi, il comitato cittadino Tranquillamente Battisti è tornato a denunciare ripetute violazioni da parte di alcuni locali e la carenza dei controlli per far rispettare la legge.
Il 30 dicembre scorso, i residenti avevano presentato un esposto alla Procura di 100 pagine, firmato da un centinaio di famiglie, corredato di rilievi fonometrici e sulla base di quel documento la magistratura avrebbe aperto un’inchiesta ancora in corso. Ora, la loro intenzione è quella di tornare in Procura per integrare quella denuncia con filmati e altri particolari raccolti nel corso di questi ultimi mesi. Particolari che, a loro dire, testimonierebbero diverse violazioni di legge da parte di alcuni locali della zona.
Ma ciò che è venuta fuori ieri, durante una conferenza stampa convocata in Comune dal comitato, è ancora una volta la disperazione dei residenti che non riescono a dormire la notte per i rumori della movida. E ora a questi si è aggiunto anche un altro problema. «È quello delle esalazioni odorigene e dei fumi di cottura emessi da certi locali», spiega Federico Di Filippo, portavoce del comitato, «uno, in particolare, cucina arrosticini utilizzando il metodo tradizionale con il carbone e reca disturbo intollerabile a decine di famiglie che abitano nei dintorni, per non parlare di chi vi abita sopra ed è costretto tutte le sere a blindare le finestre anche quando in estate fa caldissimo. Questa attività è stata oggetto per due volte di provvedimenti di adeguamento da parte della Asl e del Comune, sempre sulla base di alcuni esposti dei residenti, eppure il problema non è stato risolto».
Ma l’elenco delle lamentele dei residenti è lungo. Si va dai rumori, alla presunta violazione dell’occupazione del suolo pubblico, dai problemi di igiene, a quelli di ordine pubblico. Tra l’altro, la situazione rischia ora di peggiorare ulteriormente, perché l’ordinanza del sindaco che fissava gli orari di chiusura notturna dei locali è scaduta nel marzo scorso e non è stata più rinnovata. «Ci sono 1.800 residenti che non dormono la notte e la mattina devono andare a lavorare», fa presente Di Filippo durante la conferenza stampa in cui erano presenti anche dei consiglieri del centrodestra, «tra loro ci sono anche anziani e malati che hanno perso il diritto di riposarsi la notte. Visto che i politici e non ci ricevono più, siamo venuti a casa loro. L’amministrazione comunale non ha fatto nulla in tutto questo tempo che siamo rimasti in silenzio. Siamo soli a batterci per il nostro diritto al riposo, ma non ci vengano più a chiedere i voti».
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