Via Caduti per servizio, l’appello dei cittadini: «Telecamere e controlli»

Dopo gli incendi appiccati nei giorni scorsi e l’incontro con il prefetto Pettinari (M5S) sollecita Comune e Regione a richiedere l’Esercito
PESCARA. Più attenzione per le periferie, in particolare Fontanelle e Rancitelli. Un’attenzione che deve passare attraverso maggiori controlli, anche con l’intervento dell’Esercito (il progetto si chiama Strade sicure), e poi più decoro urbano. Domenico Pettinari, vice presidente del Consiglio regionale e candidato sindaco di Pescara alle prossime amministrative «come civico», scende di nuovo in strada con i cittadini di via Caduti per servizio e lo fa dopo gli incendi dei giorni scorsi che hanno scosso i residenti per bene: a fuoco, per cause e responsabilità da accertare, due auto, uno scooter, un bidone dei rifiuti e due contatori dell’energia. Intanto le prime rassicurazioni sono arrivate dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo che ha incontrato l’associazione Insieme per Fontanelle, guidata da Nello Raspa, e Abruzzo indipendente, guidato da Nick Di Meola, insieme ad alcuni cittadini, per ascoltare le loro richieste.
«Nel 2011», ricorda Pettinari, «qui a Fontanelle hanno bruciato l’auto di Nello e danneggiato la sua porta di casa. Allora fu attivato per sei mesi il progetto Strade sicure e oggi chiediamo che venga riproposto ma serve una richiesta al Governo del Comune e della Regione, tanto più che sono dello stesso colore politico. Ed è necessario l’avallo della prefettura. Lo chiedo per le zone più calde della città, Rancitelli e Fontanelle, visto che il progetto sarebbe stato rifinanziato». Pettinari ricorda di battersi per via Caduti per servizio «da 20 anni mentre gli altri se ne accorgono solo ora, dopo questa escalation. Fa ridere chi fa convocare le commissioni comunali qui», dice riferendosi all’incontro di giovedì della commissione Sicurezza. «Chi governa non ha bisogno di commissioni, sono una farsa. Ciò che vediamo sono solo spot, propaganda», prosegue Pettinari e invece i «politicanti di turno devono pensare a Strade sicure, anche per contrastare lo spaccio visto che qui ci sono file enormi, come al supermercato».
I residenti sollecitano «altre telecamere: gli impianti - 3 o 4 - vanno messi all’ingresso del quartiere, e lo chiederemo al Comune in vista del bando nazionale previsto per novembre», dice Raspa che venerdì era presente all’incontro con il prefetto e con i rappresentanti delle forze dell’ordine e ha registrato «la disponibilità all’ascolto e anche ad attivare più controlli, ma in realtà si vedono già». «I cittadini sono stati rassicurati», aggiunge Di Meola, «visto che ci sarà un potenziamento delle pattuglie, in questa zona, ed è stata recepita anche la richiesta delle telecamere. Al prefetto abbiamo sottoposto altre situazioni di degrado che registriamo tra la Tiburtina e via Lago di Capestrano, in via Orazio, alla stazione ferroviaria, in piazza Primo Maggio, per dirne alcune. E ne parleremo con i commercianti di varie zone lunedì pomeriggio».
In via Caduti per Servizio i residenti si lamentano anche per altro. C’è chi, come Rosalia, è stato minacciato da una vicina solo perché ha chiesto di spostare una bici parcheggiata male e chi, come Irma Panico, contesta «la mancata realizzazione del cappotto al civico 37» mentre Letizia Carulli denuncia di «dover vivere in un ambiente umido, dove entra l’acqua», al numero 48. E Giovanni Bono, 76 anni, un disabile che si sposta in carrozzina, chiede «di poter uscire di casa visto lo scivolo del passo carraio non è usufruibile per via di un gradino, non ci sono posti auto per noi disabili e il Comune non ha mai risposto alla richiesta di uno stallo».

