Via Carducci irrespirabile «Qua si muore di smog»

I negozianti preparano una petizione per il Comune per segnalare i disagi
PESCARA. Via Carducci? «Una camera a gas in pieno centro». E la situazione «è peggiorata con i cantieri aperti sul lungomare». Nelle ore di punta «il traffico impazzisce, per arrivare qui dai Colli ci vuole quasi un’ora, le strombazzate ci costringono a chiudere le porte altrimenti non riusciamo a parlare con i clienti e lo smog ci soffoca». Appunto. Lo hanno scritto a caratteri cubitali su un cartello: «Via Carducci, qui si soffoca» i commercianti di una delle vie più trafficate delle città, che scorre accanto a piazza Salotto «una delle più brutte piazze d’Italia». E dopo la denuncia in strada, cartello alla mano, ora sono pronti anche a preparare una raccolta di firme da inoltrare al Comune.
L’EDICOLANTE. Annamaria Sigismondi, edicolante all’angolo tra via Carducci e piazza della Rinascita, è costretta a tenere la porticina aperta del chiosco, anche per via del caldo:«Impossibile quantificare quanto gas di scarico delle automobili respiro ogni giorno. C’è chi fa anche due o tre giri con la macchina prima di fermarsi a prendere il giornale a volo. E quando torna alla vettura parcheggiata in doppia fila, spesso trova pure la multa. Ai vigili chiediamo più tolleranza e umanità».
La Sigismondi ha parole di fuoco contro la piazza: «Fa schifo», taglia corto l’edicolante, «di notte qui siamo al buio, hanno tolto una giostrina che richiamava le famiglie, quando c’erano le magnolie qui era un pullulare di gente. Mio figlio, scherzando, mi dice che una piazza così vuota allontana ogni ipotesi di attentato, almeno su questo siamo tranquilli. La crisi e la mancanza di parcheggi ci hanno sfiancato. Fortuna che le notti bianche sono produttive».
Pescara, negli anni, è diventata «la città che muove i sogni» recita lo slogan dell’Urban box del salotto buono, ma grigio e spoglio.
MARCIAPIEDI SPORCHI. Per i negozianti di via Carducci, l’alzata mattutina delle serrande, invece, è un incubo: «La prima operazione del mattino è prendere scopa e straccio e pulire i marciapiedi antistanti che sono di proprietà privata ad uso pubblico», rivelano Maria Di Cesare e la madre Rossana, titolari de La Vetrina bijoux, «anche Attiva ci aiuta buttando secchiate d’acqua sotto i portici maleodoranti, solo che dovrebbero fare meglio il lavoro prosciugando per bene».
PETIZIONE. Di Cesare è la promotrice della petizione che sarà avviata nei prossimi giorni. Intanto, lancia una proposta: «Parcheggi gratuiti il sabato e non la domenica, per riportare la clientela qui e allontanarla dai centri commerciali».
Gli storici salumai Enrico e Marco Di Muzio ricordano la bella Pescara di «35 anni fa con i negozi strapieni di gente elegante». Oggi, sette lustri dopo, il lato monte di via Carducci «ha gli stessi vecchi cordoli delle aiuole di quando abbiamo aperto, le rastrelliere delle bici sono del 1800, il porticato è sporco e puzzolente, se non fossimo noi a pulirlo, i senza dimora ci dormono davanti alle serrande, le fronde degli alberi rabbuiano la strada e la cappa di smog non ci fa respirare. Mentre dall’altra parte della via hanno rifatto i marciapiedi due anni fa. Per l’amministrazione comunale esistono due vie Carducci, ma una è di serie B. Abbiamo chiesto una panchina non si sa da quanto tempo, ma quanto ci vuole ad averla?».
CARO PARCHEGGI. Sintetizza Paolo Michilli, ex commesso di Paride Albanese e padre di Giada, titolari di Paul White bar-abbigliamento: «E’ centro, ma il degrado è quello delle periferie. Siamo qui da 5 anni, la zona è trascurata. Gli eventi della piazza non arrivano fino a noi; il parcheggio, 1 euro ogni 45 minuti, è troppo per chi resta qualche ora a fare shopping. Un tempo i clienti arrivavano dalla Puglia a comprare da noi, poi il crollo. Forse via Carducci si dovrebbe pedonalizzare». Jessica Rossi, del Vicolo abbigliamento, inorridisce al solo pensiero: «Senza traffico non c’è passaggio e senza auto non ci sono acquisti. Lo smog? C’è sempre stato». Sì, «ma mai come in questo periodo», le fa eco Annalisa Faieta, storica fiorista, che si becca tutti i gas di scarico provenienti dagli incroci con via Galilei e via Tassoni: «Il traffico impazzisce alle otto, mezzogiorno e sera. Chi arriva da Porta Nuova o dai Colli impiega un’ora per arrivare in centro. Io stessa da Colle Marino, ci metto minimo 45 minuti per giungere a destinazione. In queste ore dal lungofiume a Salita Zanni, le code sono lunghissime. Siamo assediati da smog, clacson e puzza di gas e pipì sotto i portici. Ma la pedonalizzazione non è una idea praticabile».
BUS NAVETTA. Suggerimenti all’amministrazione? «Bus navetta e bike sharing gratuiti dalla stazione ferroviaria». No a un’eventuale isola pedonale su via Carducci anche da Antonio Trusiano di Makai surf shop, titolare di un altro shop in via Roma: «Improponibile per noi che vendiamo oggetti voluminosi e che abbiamo già tanti problemi con il parcheggio del carico e scarico. Spesso i clienti, dopo che hanno girato e rigirato con l’auto qui intorno, si arrendono e ci telefonano: torno un’altra volta, non trovo parcheggio. Questa non è una strada di passeggio, per di più è sporca e trascurata».

