Via di Sotto, l’autovelox sarà rimosso il 31 luglio

L’esperimento, avviato a febbraio, si chiude dopo polemiche, proteste e ricorsi Il Comune: nessun incidente in 5 mesi. L’impianto non sarà riposizionato, per ora
PESCARA. È sicuro che sarà rimosso l’autovelox di via di Sotto. La data fissata dal Comune per la rimozione dell’apparecchio è quella di sabato 31 luglio, alla scadenza della convenzione stipulata il 10 gennaio scorso con la società fornitrice dell’impianto di via di Sotto, che ha prodotto oltre 20mila multe in cinque mesi e di Colle Renazzo.
Al momento si sa solo che l’impianto dei Colli sarà smantellato. Dal Comune non emergono novità su eventuali riposizionamenti dell’apparecchio in città. Sperimentazione finita, dunque.
Una sperimentazione, avviata il 22 febbraio scorso, che ha scatenato polemiche a non finire tra automobilisti e cittadini che per mesi hanno ricevuto decine di verbali a testa, sfiancati dai pagamenti per migliaia di euro.
Hanno fatto di tutto i cittadini inferociti per arrivare alla rimozione dell’autovelox: vergato parole offensive sotto l’impianto con il limite fisso sui 30 chilometri orari, organizzato proteste in strada e richiesto, con l’aiuto dei legali, class action per ottenere l’annullamento dei verbali.
Un esperimento fallimentare per chi è stato travolto da montagne di multe. Un esperimento positivo secondo il Comune e secondo i dati raccolti dalla polizia municipale che rivelano un aumento dei passaggi, e non una diminuzione, con 3mila automobilisti che hanno transitato settimanalmente in via di Sotto. E che in cinque mesi, sempre secondo i dati in possesso del Comune, non si è registrato lungo il tratto incidente a fronte di 31 incidenti (alcuni gravissimi) in 5 anni. Secondo l’amministrazione comunale, dunque, l’esperimento ha reso più sicura la strada dei Colli e sensibilizzato gli automobilisti a fare maggiore attenzione alla velocità. Quanto ai ricorsi al giudice di pace di Pescara da parte dei cittadini subissati dai verbali, il Comune ritiene che le procedure danno ragione all’amministrazione.

