Via Fornace Bizzarri, i bambini chiedono aiuto al presidente Mattarella

20 Aprile 2023

PESCARA. «Caro presidente Mattarella, siamo un gruppo di bambini e abbiamo un problema troppo grande. Ci vogliono togliere il parco per costruire un asilo, ma pure a noi serve questo parco a cui...

PESCARA. «Caro presidente Mattarella, siamo un gruppo di bambini e abbiamo un problema troppo grande. Ci vogliono togliere il parco per costruire un asilo, ma pure a noi serve questo parco a cui vogliamo bene». Dopo le famiglie, adesso protestano anche i bimbi del quartiere San Donato che giocano ogni giorno nell’area verde di via Fornace Bizzarri. Roberto, Luca, Valerio, Emma, Bianca, Francesco, Daniele, Gemma, Viola, Ilaria, Diego e tanti altri amichetti, hanno preso carta e penna e, con l’aiuto dei genitori e di Antonio Dichiarante, portavoce del comitato dei cittadini che da novembre protesta contro la decisione del Comune di cementificare il parco con la costruzione di una scuola dell’infanzia, i piccoli hanno scritto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, appellandolo «nonno buono di tutti i bambini italiani» e dandogli del tu.
Nella lettera hanno rappresentato il loro malessere: «Abbiamo un problema per noi troppo grande e solo tu ci puoi aiutare». Quindi raccontano: «Viviamo a Pescara in via della Fornace Bizzarri, sotto casa nostra c’è un parco dove noi andiamo sempre a giocare perché è l’unico posto dove ci possiamo sentire liberi e sicuri. Le nostre mamme si affacciano dalla finestra e ci guardano, lo puoi vedere dalle foto che abbiamo fatto», inviate al Capo dello Stato. Nella missiva i piccoli ripercorrono la vicenda iniziata cinque mesi fa: «Ora ci vogliono togliere un parco per costruire un asilo che serve per i piccoli, ma pure a noi serve il parco» dove scorrazzare liberi tra gli alberi (32 specie arboree tra cui piante dedicate ai bimbi nati). Nel corso dei mesi le mamme hanno minacciato di incatenarsi per fermare eventuali ruspe e i padri si sono rivolti al Tar, al vescovo monsignor Tommaso Valentinetti, alla Corte dei Conti, al prefetto Giancarlo Di Vincenzo, alla procura e al ministero dell’Istruzione. «Con i nostri genitori abbiamo fatto tante manifestazioni», spiegano i bimbi a Mattarella, «e noi siamo stati sempre in prima fila perché a questo parco vogliamo bene. Ci sono pure gli alberi con i nostri nomi che hanno piantato i nostri genitori ogni volta che è nato ciascuno di noi». Parlando del sindaco Carlo Masci senza farne il nome: «Il sindaco non vuole cambiare idea pure se i nostri genitori hanno suggerito altri posti», come alternativa a via Fornace Bizzarri, ad esempio l'adiacente area in via Celestino V. Quindi l’appello al presidente: «Ti chiediamo, per favore, di salvare il nostro parco. Faresti dei bambini felici e te ne saremo riconoscenti per tutta la vita. Grazie dal profondo dei nostri cuori». Firmato: «I bambini di via Fornace Bizzarri». C’è un post scriptu: «Per una risposta puoi scrivere al nonno adottivo di tutti noi», il portavoce del comitato, Dichiarante.