Via Giovi, appello al sindaco Maragno per la nuova chiesa

7 Novembre 2017

Il consigliere Di Stefano sollecita l’amministrazione «Manca solo un passaggio per l’avvio dei lavori»

MONTESILVANO. «Manca solo un passaggio burocratico per avviare la realizzazione della chiesa in un unico lotto. Mi appello al sindaco, perché possa essere superato presto anche questo ostacolo». Mai, per la nuova parrocchia della Beata Vergine del Carmelo, a Villa V errocchio, si era arrivati così vicini all’obiettivo di predisporre tutti gli atti propedeutici all’avvio dei lavori. E per Gabriele Di Stefano, gruppo misto, che della chiesa ha fatto una delle battaglie principali del suo mandato di consigliere, è il momento di raccogliere i risultati di un grande impegno amministrativo. Dopo essersi appellato all’arcivescovo di Pescara, monsignor Tommaso Valentinetti, e persino a papa Francesco, ora torna a invocare l’attenzione del sindaco, Francesco Maragno per dare seguito a una sua mozione urgente, approvata nel gennaio 2016 con 16 voti su 17 presenti, poi tradotta in delibera nel maggio scorso, che impegna giunta comunale e ufficio tecnico a definire tutti gli atti per la realizzazione del complesso ecclesiale. «La Chiesa del Monte Carmelo» commenta Di Stefano, «è sempre stata il simbolo del rione, poi diventato un grande quartiere». Tradizione popolare vuole che, in via Giovi, nel lontano 1468, si verificò il miracolo dell’apparizione della Madonna del Carmelo.
«Documenti della diocesi di Chieti», prosegue il consigliere, «fanno risalire la costruzione dell’antica chiesetta a un’epoca anteriore al 1115. Non riconoscere ideali quei luoghi per la realizzazione della nuova Chiesa sarebbe una grandissima mortificazione nei confronti dei fedeli di Villa Carmine, ma anche di tanti residenti nelle zone limitrofe, che attribuiscono a quel luogo un senso di sacralità». La querelle sulla chiesa riguarda, del resto, proprio la sua dislocazione. «Se si realizzasse il complesso ecclesiale in via Verdi, con una struttura ampia, tale da concentrare tutte le funzioni giornaliere, festive e di grande richiamo nella nuova parrocchia, si relegherebbe la storica chiesa della Beata Vergine del Monte Carme a una reliquia abbandonata nel passato e al suo ricordo». Ecco perché, a giudizio di Di Stefano, e in base alla sua mozione, la soluzione migliore sarebbe quella di utizzare il sito di via Giovi, un’area che potrebbe avvalersi di un diritto complessivo di superficie per 3.910 metri quadrati. Sempreché si definiscano gli ultimi passaggi amministrativi raccomandati nella mozione approvata in Consiglio. (a.s.)
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