Via gli sconti sull’Imu La maggioranza si spacca
Arriva in commissione la proposta di Maragno per recuperare 600 mila euro Ma una parte del centrodestra frena: troppe tasse. M5S protesta per la Tari
MONTESILVANO. Approderà questa mattina in commissione Bilancio la proposta di delibera contenente la rimodulazione delle tariffe Imu, volta all’eliminazione di tutte le agevolazioni previste negli ultimi due anni. Dopo il passaggio in maggioranza, dove ha sollevato le perplessità di qualche esponente del centrodestra, il documento elaborato dalla giunta Maragno e dal dirigente del settore finanziario Pietro Ventrella, è pronto per essere discusso sui banchi della commissione, prima di arrivare in sala consiliare mercoledì 29 luglio, data del prossimo consiglio comunale.
La manovra proposta dall’amministrazione, seppur destinata a far molto discutere, potrebbe portare nelle casse comunali circa 600 mila euro in più rispetto agli anni precedenti, aumentando il gettito complessivo Imu dai 7 milioni e 400 mila euro del 2014 a circa 8 milioni di euro. La proposta è, infatti, orientata ad aumentare le aliquote per tutti quegli immobili che, negli ultimi due anni, hanno beneficiato di una serie di agevolazioni. A cominciare da quella riservata agli immobili ceduti in comodato d’uso gratuito a parenti di primo grado che, secondo il nuovo provvedimento, passerebbero da un’aliquota agevolata del 7,6 per mille a un’aliquota massima del 10,6 per mille. Niente più agevolazioni anche per i proprietari di immobili classificati C1 e C3, ossia ad uso commerciale, che vedrebbero aumentare la propria aliquota di un punto, passando da 9,6 per mille a 10,6 per mille. Infine, a far fronte a un’aliquota massima del 10,6 per mille, in caso di approvazione della proposta, sarebbero anche i proprietari di immobili classificati D, cioè quelli destinati ad attività artigianali e opifici, che finora hanno beneficiato di uno sgravio che ha consentito loro di pagare un’aliquota del 9,6 per mille.
La stangata Imu, se confermata, andrebbe ad aggiungersi agli aumenti già approvati dalla giunta in merito alle tariffe a domanda individuale. Nei giorni scorsi, infatti, è stato licenziato un documento che prevede una maggiorazione delle quote relative a trasporto e mensa scolastica che, rispetto agli anni precedenti, saranno ora suddivise sulla base di 5 fasce di reddito.
Intanto, a far sentire la propria voce in tema di tasse, questa volta relativamente alla Tari, è il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle che esprime il proprio disappunto sulla «ghigliottina» applicata, durante l’ultimo consiglio comunale, a tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni. «Con un colpo di mano antidemocratico e, secondo noi, illegittimo», evidenziano i grillini, «una maggioranza incapace del confronto, ma soprattutto spaventata dalla propria debolezza, ha deciso di cassare in blocco e senza discussione tutti gli emendamenti del Movimento 5 Stelle sulla scellerata delibera riguardante le tariffe Tari». Proposte di modifica del deliberato che, a detta dei pentastellati, non erano affatto mere azioni ostruzionistiche ma «emendamenti pensati e scritti», conclude il Movimento, «per cercare di portare al provvedimento un contenuto di maggiore equità e attenzione sociale alle fasce più deboli».
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