Via Imele tra droga e prostituzione Pettinari: «Più forze dell’ordine»

PESCARA. Nulla è cambiato in via Imele, tra le strade più pericolose di Rancitelli, dove si è svolta la prima operazione antimafia del territorio. Dalle 14 di ogni giorno fino a tarda sera, secondo...
PESCARA. Nulla è cambiato in via Imele, tra le strade più pericolose di Rancitelli, dove si è svolta la prima operazione antimafia del territorio. Dalle 14 di ogni giorno fino a tarda sera, secondo quanto riferiscono alcuni cittadini, c’è un «continuo viavai di persone pronte ad acquistare droga, di prostitute disperate e di balordi che costringono i residenti a vivere nella paura per i soprusi che sono costretti a subire». Domenico Pettinari, Massimiliano Di Pillo e Caterina Artese, consiglieri comunali della lista Pettinari Sindaco, sono tornati sul posto, a distanza di pochi mesi, per accendere nuovamente i riflettori sulla necessità di attivare l’operazione Strade Sicure, visto che «i residenti perbene sono ormai esasperati. Negli ultimi tempi l’attività di spaccio sembra essere addirittura aumentata nel viale che si trova proprio di fronte al campo Donati», dice l’ex consigliere regionale, ora presidente del movimento politico Pettinari per l’Abruzzo. «Come potete vedere, qui non ci sono telecamere pubbliche», incalza Pettinari, «ma solo dispositivi privati, installati da chi sente il bisogno di controllare la zona, per poter portare avanti i propri affari senza essere disturbati». Ragion per cui, secondo il consigliere comunale, la presenza dell’esercito può fungere da deterrente, ma c’è bisogno anche di un pattugliamento a piedi da parte delle forze dell’ordine.
Il riferimento va alla mozione presentata dal consigliere di Forza Italia Marcello Antonelli e approvata in aula. «Abbiamo votato a favore», ricorda Pettinari, «perché ne parliamo da oltre dieci anni, ma dal centrodestra non siamo mai stati ascoltati. Nel 2011, in via Caduti per Servizio, arrivarono i militari. Poi, però, l’esperimento non è stato ripetuto». «Chiediamo nuovamente di incrementare le forze di polizia nella città di Pescara e questo si potrebbe fare semplicemente elevando la Questura a rango superiore», aggiunge Pettinari. «Chiediamo inoltre di attivare l’operazione Strade Sicure con l’ausilio dell’esercito e soprattutto chiediamo di fare un censimento di tutte le case popolari occupate illegalmente per emettere i provvedimenti di sfratto ed eseguirli».
In sostanza, elevando la Questura di Pescara, si potrebbero avere più agenti sul territorio e avere la capacità di monitorare meglio le varie zone della città: dalle periferie al centro. Anche quest’ultimo punto è stato inserito nella mozione a firma di Antonelli.
Secondo Pettinari, però, per contrastare il fenomeno malavitoso nel quartiere Rancitelli, dove anche tra via Lago di Capestrano e via Lago di Borgiano, la qualità della vita dei cittadini perbene è fortemente compromessa, «è bene attivare, senza indugio, le misure indispensabili per contrastare la criminalità».
«Spesso alle nostre richieste il sindaco risponde parlando di competenze, ma il centrodestra governa il Paese oltre che in Comune e in Regione, quindi il primo cittadino può chiedere di portare avanti ciò che non può fare direttamente», aggiunge Pettinari. Nella prossima seduta consiliare Massimiliano Di Pillo presenterà una mozione quasi identica a quella che fece approvare nel 2017 con la giunta Alessandrini. Una mozione mai attuata, che impegnava il Comune a istituire l’osservatorio comunale della Legalità.

