Via libera alla nuova città, ma Montesilvano e Spoltore mettono all’angolo Pescara

20 Settembre 2023

Approvato in assemblea lo statuto che prevede gli assessori anche nei 4 municipi Il capoluogo adriatico vota contro. Masci: «Ora modificheremo quel documento»

PESCARA. La Nuova Pescara fa un altro passo in avanti. Ieri pomeriggio, dopo due precedenti votazioni risultate infruttuose nelle settimane scorse, l’assemblea costitutiva è riuscita ad adottare la bozza del nuovo statuto della futura città, che nascerà dalla fusione di tre Comuni. Hanno votato a favore solo i sindaci e i consiglieri di Montesilvano e Spoltore e ciò è bastato per mettere in minoranza Pescara contraria al documento così come è stato impostato, nonostante fossero uniti sullo stesso fronte del no sia il centrodestra, che il centrosinistra e i 5 Stelle. Così su 65 presenti, ci sono stati 39 sì e 26 no. Quanto basta per raggiungere la maggioranza assoluta necessaria per adottare lo statuto.
LO SCONTRO Quindi, i tre Comuni escono dall’assemblea costitutiva di ieri profondamente divisi. Montesilvano e Spoltore sono riusciti ad ottenere ciò che volevano e cioè che il nome della futura città dovrà essere quello della Nuova Pescara e la composizione dei 4 municipi che, oltre ai consiglieri potranno avere anche delle giunte con tanto di assessori. In pratica il municipio di Spoltore potrà avere 12 consiglieri, mentre gli altri tre di Montesilvano, Pescara nord e Pescara sud ne avranno 16. Il numero degli assessori municipali, invece, non potrà essere superiore a 4, di cui 2 anche esterni. In sostanza, dunque, ogni municipio avrà un consiglio municipale, un presidente, un vice presidente e una giunta. Il numero dei politici è stato anche diminuito, rispetto al testo originale, con un emendamento presentato da Montesilvano e Spoltore. Il tentativo del capoluogo adriatico di cancellare le giunte e di dare il nome di Pescara alla nuova città è andato a vuoto.
«MODIFICHEREMO IL TESTO» Ma il sindaco di Pescara non si dà per vinto. «Sicuramente ci sarà lo spazio per ragionare nel tempo che rimane prima dell’entrata in vigore della nuova città», ha detto Carlo Masci, «e su questo penso che si troveranno le intese necessarie. Il processo che noi abbiamo attivato è la più grande fusione d’Europa, è un processo complicatissimo che si fa anche attraverso dibattiti, confronti, scontri ovviamente sempre nell’alveo della correttezza come stanno avvenendo. Ognuno ha le sue idee e tutte possono contribuire a far partire questa grande operazione. Ricordo che due anni fa Montesilvano e Spoltore erano contrarissimi alla fusione, oggi invece questi due Comuni votano per la nuova città. Poi, loro chiedono di chiamarla nuova Pescara, vogliono i municipi con gli assessori. Noi pensiamo che queste cose non siano degli elementi che possano costituire la nuova città. Ma questo non vuol dire che non si faccia».
Diversa la posizione dei due sindaci di Spoltore e Montesilvano. «Ci auguriamo che si rispetti quanto emerge da questa assemblea», ha affermato Chiara Trulli, «questo statuto deve rispettare le prerogative di tutti i territori. Se ci saranno questioni da limare, sarò sempre disponibile a un dialogo e a una conciliazione tra le parti». «Noi manteniamo la nostra linea riguardo allo statuto», ha aggiunto Ottavio De Martinis, «il nostro territorio può ancora rappresentare molto in termini di cultura e turismo».